Una seconda ondata di maltempo sta colpendo l’Italia, dopo quella di due settimane fa, e vasti territori dell’Emilia Romagna e delle Marche sono finiti sott’acqua. 14 fiumi esondati in più punti, 23 comuni con allagamenti importanti, frane, sfollati nelle campagne, migliaia di evacuati, abitanti costretti a salire sui tetti per mettersi in salvo, case allagate, strade chiuse, persone soccorse a nuoto, treni bloccati. E un bilancio di vittime, al momento cinque morti e tre dispersi a Forlì-Cesena e Cesenatico, che è provvisorio e purtroppo è destinato a salire.  

“L'area interessata è enorme – ha dichiarato Titti Postiglione, vice capo del dipartimento della Protezione civile in un’intervista -: siamo di fronte a fenomeni sia alluvionali che franosi. Una criticità che non passa, le piogge continueranno fino a metà giornata”. L'emergenza quindi non è ancora finita, riguarda tutta la popolazione delle zone colpite e anche i lavoratori.

Landini: vicinanza e solidarietà

“Esprimiamo grande vicinanza e solidarietà alle popolazioni coinvolte dall’alluvione che ha colpito, in modo particolare, molti comuni dell’Emilia Romagna e alcune zone delle Marche. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Governo e istituzioni locali - aggiunge - devono intervenire prontamente per sostenere le comunità gravemente colpite, anche mettendo subito a disposizione risorse adeguate alle prime necessità”. È necessario, inoltre, - conclude Landini - che il governo approvi urgentemente tutti i provvedimenti legislativi necessari per garantire il massimo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori, di tutti i settori, impossibilitati a lavorare, oltre a misure efficaci a tutela delle famiglie e delle imprese duramente colpite”.

Sostegno al reddito

“Chiediamo alla Regione e alle istituzioni territoriali di continuare a presidiare gli interventi già richiesti in occasione della precedente alluvione – scrive in una nota la Cgil Emilia Romagna -, ma anche di rivendicare con il governo risorse aggiuntive e ulteriori forme di sostegno al reddito per i tanti lavoratori che, oltre a subire danni materiali, hanno perso e stanno perdendo giornate di lavoro e conseguentemente salario. La situazione è resa già difficile dall’emergenza redditi: gli addetti del settore agricolo e del turismo spesso sono privi di ammortizzatori sociali efficaci”.

Anche Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil chiedono all’esecutivo d'intervenire immediatamente e di dichiarare lo stato di calamità. “Occorre disporre la fermata temporanea delle attività produttive inagibili e irraggiungibili – scrivono i segretari generali Michele De Palma, Roberto Benaglia e Rocco Palombella - con la copertura di una cassa integrazione ‘speciale’ per consentire di salvaguardare la sicurezza delle persone che lavorano”.

“Non pochi lavoratori sono impossibilitati a raggiungere le loro aziende che continuano regolarmente a produrre – prosegue la nota della Cgil Emilia Romagna -, una situazione sui generis che richiede provvedimenti specifici. Ulteriore particolare attenzione in questi giorni va dedicata ai tanti anziani soli delle zone più colpite, che rischiano di trovarsi isolati e in condizioni materiali difficilissime”.

Dalla siccità al consumo di suolo

Soltanto un mese fa l’osservatorio dell’Ires Emilia Romagna nell’analisi dedicata ad ambiente e territorio aveva lanciato l’allarme sulla crescente siccità che affligge la regione e sulla fragilità idraulica, aggravata da decenni di consumo di suolo, e aveva messo in guardia sui fenomeni climatici estremi che secondo gli esperti saranno sempre più frequenti.

“Siamo stati purtroppo facili profeti – conclude la nota della confederazione -. Serve ora che la nostra Regione faccia sinergia con le altre del Bacino padano, una delle aree produttive climaticamente più stressate d’Europa, per chiedere al governo di rilanciare con forza gli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e dell’Accordo di Parigi. È anche necessario che metta rapidamente a terra tutte le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molte delle quali già arrivate, per prevenire il dissesto idrogeologico con interventi massivi e strutturali”.

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