Il medico e filantropo Gino Strada è morto oggi, 13 agosto, all’età di 73 anni. Era il fondatore della Ong Emergency. Nato a Sesto San Giovanni, comune in provincia di Milano, cresce in un ambiente cattolico sensibile alla realtà sociale. Strada aderisce poi alla corrente comunista universitaria. Dopo aver terminato gli studi superiori presso il liceo classico Carducci, si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università Statale di Milano nel 1978, all'età di 30 anni, e si specializza in chirurgia d'urgenza. Dopo gli studi, inizia a viaggiare: Stati Uniti, Inghilterra, Sudafrica.

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Ma la sua vocazione lo porta in territori più difficili, a lavorare con la Croce Rossa (1988) all'assistenza dei feriti di guerra. Nel periodo 1989-1994 lavora con il C0omitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina. Proprio questa esperienza sul campo lo portato - assieme ad un gruppo di colleghi e a sua moglie, Teresa Sarti, scomparsa nel 2009 - a fondare Emergency, la onlus per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994, fornirà assistenza gratuita a milioni di pazienti in 18 Paesi del mondo tra cui Iraq, Afghanistan, Cambogia, Serbia, Eritrea, Sierra Leone, Sudan, Algeria, Angola, Palestina, Nicaragua e Sri Lanka. Emergency diventa Onlus nel 1998, e l'anno successivo, nel 1999, acquisisce lo status di Organizzazione non governativa, Ong.

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Nel 2006 viene riconosciuta partner delle Nazioni Unite - Dipartimento della Pubblica Informazione. Dal 2015 fa parte del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc) come associazione in Special Consultative Status, mentre dal 2018 diventa partner ufficiale dell'European Union Civil Protection and Humanitarian Aid. Gino Strada, attualmente, ricopriva il ruolo di direttore esecutivo della onlus. Sulla sua pagina Twitter, con 43 mila follower, Strada non scriveva da tempo. Si presentava come "chirurgo di guerra, fondatore di Emergency, vincitore del Right Livelihood Award 2015 (il premio Nobel alternativo)" e chiudeva con la frase che sintetizza il suo credo: "La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire", di Albert Einstein.