PHOTO
La notizia tanto attesa è arrivata sul filo di lana. Il Consiglio dei ministri del 24 settembre, a soli sei giorni dalla scadenza dei contratti, ha varato un decreto-legge che proroga fino al 31 gennaio 2027 i contratti a tempo determinato di 1.350 precari della giustizia, assunti con i fondi del Pnrr per istituire l’Ufficio per il processo.
“Sembra che per una volta il governo abbia approvato un decreto legge in grado di rispondere davvero ai requisiti di necessità e urgenza: la proroga dei contratti in scadenza al 30 settembre di oltre 1.300 lavoratrici e lavoratori del ministero della Giustizia, che senza questo provvedimento sarebbero rimasti senza lavoro.” Questo il commento a caldo della Fp Cgil.
La notizia è certamente buona, ma sarebbe stato più giusto e opportuno che tale proroga arrivasse per tempo, senza lasciare nell’incertezza sul futuro lavoratori e lavoratrici essenziali, così sono stati definiti dai vertici dei sedi giudiziarie dove operano.
A tal proposito arriva la sottolineatura della Fp Cgil che afferma: “Un’urgenza, tuttavia, generata dall’irresponsabilità del Governo che ha aspettato l’ultimo Consiglio dei ministri utile per una proroga (l’ennesima) la cui necessità era nota da mesi e che continua a non rispondere alla vera urgenza: stabilizzare tutte e tutti i precari assunti con i fondi Pnrr che in questi anni hanno contribuito al miglioramento del sistema giudiziario del Paese e a ridurre i tempi della giustizia”.
"Non possiamo infatti – continua il sindacato - dimenticare le centinaia di lavoratrici e lavoratori che non hanno potuto beneficiare della proroga disposta precedentemente con il decreto-legge n. 100/2026 e che sono dal 1° luglio di quest’anno a casa senza stipendio. Serve immediatamente una soluzione anche per loro, il Ministero della giustizia non può permettersi di disperdere competenze ed esperienza maturata in anni di lavoro precario”.
Si tratta di personale indispensabile all’andamento della giustizia ed è bene ricordare che la pianta organica del ministero è carente di circa il 30% dell’organico. C’è bisogno di assunzioni, altro che riforma della giustizia bocciata dal voto popolare.
Il risultato di oggi non è arrivato da solo né per iniziativa del ministro Nordio. Ricorda, infatti, il sindacato: “È grazie alla mobilitazione straordinaria delle lavoratrici e dei lavoratori insieme alla Fp Cgil di questi mesi, e da ultimo di questi giorni davanti ai tribunali, se siamo arrivati a questo nuovo importante risultato. Lo abbiamo detto e lo abbiamo ribadito in queste ore: servono ulteriori risorse per la valorizzazione di tutto il personale, servono risorse per un investimento straordinario sulla digitalizzazione, serve stabilizzare tutte e tutti i precari, senza aspettare la scadenza dei loro contratti per deciderlo!”.






















