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Cgil Cisl Uil insieme ai rispettivi sindacati del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl Emilia e Uiltucs Uil esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei supermercati coinvolti nei gravi episodi avvenuti negli ultimi giorni a Modena. L’irruzione di un gruppo numeroso di giovani all’interno del supermercato MD di via Rainusso, con il saccheggio degli scaffali, le urla, le provocazioni e i video realizzati durante il raid, e il successivo episodio avvenuto al Conad Leonardo, rappresentano fatti che non possono essere derubricati a semplici bravate.
“Dietro una cassa, tra gli scaffali, nei magazzini e nei punti vendita – hanno scritto in una nota unitaria le organizzazioni – ci sono persone che stanno lavorando. Persone che hanno il diritto di svolgere il proprio lavoro senza essere esposte a minacce, intimidazioni o aggressioni. Un diritto che non può essere considerato secondario, né subordinato alla capacità individuale di gestire situazioni di pericolo”.
“Sicurezza è anche il diritto di lavorare senza essere aggrediti, minacciati o intimiditi”
Questi episodi riportano al centro una questione che le nostre organizzazioni sindacali denunciano da tempo: la sicurezza nei luoghi di lavoro non riguarda soltanto gli infortuni, gli incidenti o i rischi legati alle mansioni svolte. Riguarda anche il diritto di lavorare senza essere aggrediti, minacciati o intimiditi”.
Nel settore del commercio, questa problematica assume una particolare rilevanza. “Migliaia di lavoratrici e lavoratori ogni giorno hanno un rapporto diretto con il pubblico e rappresentano spesso il primo, e talvolta l’unico, punto di contatto tra l’azienda e la clientela – spiegano Alessandro De Nicola, segretario Cgil Modena, Rosa Maria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale, Roberto Rinaldi, coordinatore Uil Modena e Reggio Emilia, Alessandro Santini, segretario Filcams Cgil Modena, Alessandro Martignetti, segretario Fisascat Cisl Emilia Centrale, e Lorenzo Tollari, segretario Uiltucs Uil Modena –. Cassiere, addetti alla vendita, responsabili di reparto e direttori di punto vendita non possono e non devono essere lasciati soli a gestire situazioni di conflitto o di pericolo”.
“Non è accettabile – proseguono – che chi lavora in un supermercato debba scegliere se intervenire, esporsi o semplicemente assistere impotente, assumendosi personalmente il rischio di una possibile aggressione. La sicurezza non può essere affidata al coraggio individuale di una lavoratrice o di un lavoratore”. Per questo, secondo i sindacati, si rende necessario che “le aziende si aprano a una contrattazione con i soggetti di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori per verificare concretamente le condizioni di sicurezza dei propri punti vendita e dei luoghi di lavoro, le procedure previste in caso di aggressione e le misure di prevenzione adottate. Occorre garantire che lavoratrici e lavoratori siano informati, formati e messi nelle condizioni di affrontare eventuali situazioni di rischio, senza essere esposti a responsabilità che non possono ricadere sulle singole persone”.
I sindacati chiedono anche che le istituzioni, a partire da quelle locali, promuovano iniziative concrete tra le quali un coordinamento efficace tra organizzazioni sindacali, aziende, forze dell’ordine e soggetti del territorio. “La prevenzione deve essere costruita prima che si verifichino fatti gravi, attraverso strumenti adeguati, procedure chiare e un confronto costante sulle condizioni di sicurezza. Non possiamo continuare a commentare soltanto dopo che un’aggressione si è verificata. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve tornare a essere una priorità concreta, sostenuta da risorse, responsabilità e azioni verificabili”.
I sindacati ritengono necessario che anche la politica, a livello locale e nazionale, affronti con serietà il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e quello più ampio della violenza e del disagio giovanile che si sfogano inevitabilmente sui presidi meno protetti, magari in quartieri complessi o ad alta densità di problematiche giovanili. “Non servono interventi limitati all’indignazione del momento, né risposte che si esauriscano in un giro di solidarietà quando la notizia diventa pubblica. Servono scelte politiche capaci di intervenire sulle condizioni che rendono possibile la violenza, sulle situazioni di disagio e i fenomeni di devianza giovanile, ma senza alimentare odio, generalizzazioni o contrapposizioni sociali. Serve rafforzare la prevenzione e garantire alle persone che lavorano tutele effettive”.
È necessario perseguire le responsabilità individuali, ma “la sicurezza non può essere intesa esclusivamente come controllo e repressione. Deve comprendere la tutela delle persone, la prevenzione dei rischi, la capacità di intervenire tempestivamente e la costruzione di contesti sociali nei quali il rispetto degli altri e delle regole sia riconosciuto come un valore condiviso. Giovani, scuola e famiglie: una responsabilità che riguarda l’intera comunità”.
Scuola, famiglie, istituzioni e comunità educante devono poter svolgere un ruolo più forte nella prevenzione della violenza, nella promozione del rispetto e nell’educazione alla responsabilità. È necessario costruire una rete capace di intercettare il disagio, promuovere relazioni positive e contrastare i comportamenti violenti prima che si trasformino in episodi di aggressione o intimidazione. Le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura di un tavolo di confronto in cui la sicurezza venga affrontata non solo in termini di controllo e repressione, ma come misura concreta di prevenzione, gestione dei rischi e tutela delle persone nei luoghi di lavoro.
Un confronto serio che coinvolga aziende, istituzioni, organizzazioni sindacali e, per gli aspetti di competenza, i soggetti educativi e sociali del territorio. “Abbiamo bisogno di rimettere al centro il lavoro e il diritto delle persone a stare bene, dentro e fuori dai luoghi di lavoro – si legge nella nota –. Perché quando la violenza diventa un rischio ricorrente, la comunità deve rispondere con responsabilità e strumenti adeguati”. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil saranno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, affinché la sicurezza e la dignità di chi lavora siano garantite e affinché dai fatti avvenuti nei supermercati modenesi possa nascere un confronto serio, concreto e duraturo. “La sicurezza sul lavoro è un diritto. La tutela delle persone è una responsabilità collettiva”.






















