Il 25 aprile al contrario. Nella data della Festa della Liberazione dal nazifascismo, infatti, è stato autorizzato un convegno di Forza Nuova dal titolo “La fine dell’antifascismo”. Il tutto a Predappio, cittadina che diede i natali a Benito Mussolini e meta di pellegrinaggi neri da sempre. Manifesti attaccati ai muri senza vergogna citano persino la data del 9 ottobre, rivendicando con orgoglio il giorno in cui, nel 2021, proprio Forza Nuova guidò l’assalto alla sede nazionale della Cgil in Corso Italia a Roma. Eccolo, il 25 aprile al contrario, quello che non avremmo mai voluto vedere. Un altro sintomo dell’impunità e del revisionismo che questi anni di governo hanno alimentato. Non bastava l’ennesima frase irricevibile del presidente del Senato che stravolge il senso di quella giornata. 

Il manifesto dell'iniziativa di Forza Nuova convocata a Predappio per il 25 aprile

Cgil Forlì Cesena: “Provocazione grave, che offende la memoria della Resistenza e la nostra Costituzione”

Ferma condanna esprime la Camera del Lavoro di Forlì Cesena, nella cui provincia ricade Predappio. “Scegliere deliberatamente questa giornata per attaccare i valori dell’antifascismo rappresenta una provocazione grave, che offende la memoria della Resistenza e i principi fondanti della nostra Costituzione – scrive il sindacato –. Non si tratta di una semplice opinione, ma di un tentativo di banalizzare il fascismo e mettere in discussione i valori democratici su cui si fonda la Repubblica. Come sottolineato anche dall’Anpi, iniziative di questo tipo alimentano una pericolosa riscrittura della storia e legittimano linguaggi e pratiche incompatibili con l’ordinamento democratico”.

A rendere ancora più grave questo episodio, sottolinea la Cgil provinciale, è il fatto che esponenti di Forza Nuova sono stati protagonisti del violento assalto alla sede nazionale del sindacato il 9 ottobre 2021, “un attacco squadrista contro un presidio fondamentale di democrazia e diritti del lavoro, per il quale sono arrivate condanne definitive da parte della magistratura: un fatto che non può essere rimosso né relativizzato”.

“È particolarmente grave che si cerchi di giustificare questa iniziativa richiamandone la natura privata – continua la nota –: si tratta infatti di un evento pubblicizzato apertamente, anche attraverso manifesti, con l’evidente intento di provocare. Resta quindi piena la responsabilità politica e morale di chi continua a promuovere messaggi e simboli che si richiamano esplicitamente al neofascismo, in aperto contrasto con i valori costituzionali”.

La Cgil di Forlì Cesena ribadisce che l’antifascismo è un principio fondativo della Repubblica e invita cittadine e cittadini a partecipare alle iniziative del 25 aprile, per riaffermare i valori di libertà, lavoro e democrazia contro ogni tentativo di provocazione e revisionismo.