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Paolo Michielotto faceva il magazziniere alla Metro di Marghera. Occupava quel posto da 27 anni. Nell’agosto del 2024 si tolse la vita dopo essere stato licenziato, il 31 luglio, per un presunto danno di 280 euro all’azienda. Impiegato come addetto alle vendite era stato accusato di aver agevolato alcuni clienti consentendogli di risparmiare sulle spese di spedizione. La famiglia fece ricorso contro il provvedimento insieme alla Filcams Cgil. Oggi, 22 aprile, la sentenza del giudice del tribunale del Lavoro di Venezia ha dichiarato quel licenziamento illegittimo.
Cgil Venezia: “Una verità che restituisce dignità ma non restituisce Paolo”
“La sentenza che dichiara illegittimo il licenziamento non restituirà Paolo ai suoi familiari, e questo è il dolore più grande che resta. Ma questa decisione fa giustizia della sua rettitudine, del suo alto senso del dovere e della sua onestà, che Metro aveva umiliato con un licenziamento ingiusto – dichiarano Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia, e Andrea Porpiglia, Filcams Cgil –. Purtroppo Paolo non potrà gioire di questo risultato. Ed è proprio per questo che sentiamo il dovere di ringraziare profondamente i suoi familiari, che con forza, dignità e determinazione hanno portato avanti una causa giusta, non solo sul piano umano ma anche su quello civile e del lavoro”.
Per la Cgil questa vicenda rappresenta l’ennesima dimostrazione di un fatto semplice ma decisivo: “il lavoro non può essere considerato una merce. Non è accettabile che il profitto venga anteposto alla vita delle persone, alla loro dignità, alla loro storia, alla loro integrità morale. Paolo – scrivono i sindacalisti – è stato colpito e mortificato da una decisione aziendale che oggi viene smentita nella sua sproporzione. Resta una ferita profonda, che nessuna sentenza potrà cancellare. Ma resta anche una verità ristabilita, quella di un lavoratore serio, onesto, che non meritava di essere umiliato. Per noi questa sentenza deve parlare a tutti. Alle imprese, perché non si può piegare tutto alla logica del risultato e del tornaconto. Al mondo del lavoro, perché la dignità delle persone viene prima di tutto. Alla famiglia di Paolo va ancora una volta il nostro ringraziamento, il nostro rispetto e la nostra vicinanza”.
Quest’anno Porto Marghera è stato scelto come sede della manifestazione ufficiale del Primo Maggio di Cgil Cisl Uil. Quella piazza sarà anche per Paolo.






















