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La sera di lunedì 20 Aprile è morta Lia Cigarini (1937-2026) avvocata e giurista, tra le protagoniste del femminismo italiano. Con altre Lia ha fondato nel 1975 la Libreria delle donne di Milano.
Negli anni in cui nasce la Libreria delle donne nasce l’esperienza del femminismo sindacale, un’esperienza unica in Europa, in cui le donne unitariamente svilupparono riflessioni e lotte sul rapporto tra donne e lavoro”.
Con il rinnovo del contratto del 1973 le metalmeccaniche e i metalmeccanici conquistavano “le 150 ore retribuite”, uno spazio e un tempo di libertà che operaie, delegate e sindacaliste scelgono di utilizzare con incontri separati di sole donne “rivendicando un tempo tutto per sé nel quale riappropriarsi della cultura”; l’incontro con il movimento femminista le aiuta a ripensare il lavoro a partire dalla propria esperienza, dal pensiero politico e dalla pratica politica del movimento delle donne; con “il separatismo, l’autocoscienza, il partire da sé” le donne della Fiom e della Cgil iniziano a interpretare e leggere la condizione di lavoro a partire dall’esperienza.
Sono gli anni in cui il movimento delle donne attraversa e contamina tutti i rapporti sociali e il sindacato, un ‘dentro e fuori’ che diventa ed è pratica politica, producendo una rivoluzione senza precedenti nella politica e nel costume; nella vita delle persone, il divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la legge sulla parità di trattamento salariale, l’aborto sono temi nella vita di ognuna di noi.
In ogni realtà sindacale e nelle fabbriche nasce l’esperienza dei collettivi di sole donne e dei coordinamenti delle donne; nasce la pratica di gruppi di donne che svolgono lavoro politico nel sindacato che si mettono insieme al di fuori delle regole dell’organizzazione e si danno una forma politica. Da questa pratica le donne del sindacato ricavano la forza di essere e fare il sindacato nei diversi livelli dell’organizzazione, determinandone l’azione di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori.
Qui incontriamo Lia, la Libreria delle donne di Milano e una radicalità di pensiero e pratiche politiche per il diritto e il lavoro, per la politica; incontriamo il femminismo della differenza perché siamo interessate alla questione di come “tradurre in realtà sociale l’esperienza, il sapere e il valore di essere donne” su cui stanno ragionando Lia e la Libreria nel Sottosopra verde, perché abbiamo la necessità di costruire nuovi rapporti di forza per arginare e contrastare la mistificazione a cui assistiamo sul tema della rappresentanza che costruisce recinti e riserve in cui rinchiudere l’esperienza delle donne.
È una relazione durata e cresciuta nel tempo, da cui abbiamo ricavato forza nel continuo e reciproco scambio di pratiche e pensiero politico. Lia ci seguiva ed era interessata al nostro lavoro, alle nostre difficoltà, alle nostre conquiste; una mente politica e sindacale che individuava subito il punto in una discussione e una sapienza delle relazioni che appianava ogni ostacolo e valorizzava ogni esperienza. L’Abbiamo invitata più volte a partecipare alle nostre iniziative, in Fiom e in Cgil, e sempre ha consegnato alla discussione un contributo che cambiava lo sguardo di tutte e di tutti.
L’ultimo incontro pubblico in occasione del convegno organizzato dalla Libreria in Sala Alessi a Palazzo Marino a Milano, una giornata di studio per riportare al centro il suo pensiero mettendone in rilievo la vitalità e la forza politica per l’oggi, dove abbiamo ragionato di libertà senza la quale non c’è dignità nel lavoro perché la libertà e il lavoro sono stati temi al centro della sua elaborazione politica e sono temi centrali nella nostra pratica sindacale.
Un saluto e un abbraccio Lia, dalla Fiom e dalla Cgil.























