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Il bombardamento sull’Iran segna un salto drammatico nella crisi mediorientale: almeno 30 esplosioni in quattro città, vertici politici e militari nel mirino, risposta missilistica immediata contro Israele e basi americane nel Golfo. La situazione è gravissima e in rapida evoluzione, con il rischio concreto di un conflitto regionale su larga scala.
Secondo fonti qualificate citate dall’Ansa, l’offensiva lanciata da Israele e Stati Uniti viene definita “altamente selettiva” e avrebbe colpito obiettivi strategici e simbolici del potere iraniano. A Teheran, tra i target figurano le residenze della Guida Suprema Ali Khamenei e del presidente Masoud Pezeshkian, la sede del ministero dell’Intelligence e della Sicurezza, il palazzo della Corte Suprema, la base aerea di Mehrabad e l’area di Qom. Esplosioni sono state registrate anche a Isfahan, Kermanshah e Karaj.
Operazione congiunta Israele-Usa
L’attacco preventivo è stato confermato come operazione congiunta da fonti della sicurezza israeliana. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha denominato l’offensiva “Operation Epic Fury” (“Operazione furia epica”), come riportato dal New York Times. Da parte israeliana, secondo Ynet, l’operazione è stata battezzata “Ruggito del Leone”.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato in un video pubblicato su Truth: “Abbiamo iniziato una grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”. E ha ribadito: “Questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare”.
La risposta dei Pasdaran: missili e droni contro Israele
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. I Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) hanno annunciato l’inizio di “una prima estesa ondata di attacchi con missili e droni” contro Israele, definendola una risposta all’“aggressione del nemico ostile e criminale”. Da Tel Aviv, il portavoce dell’Idf ha affermato che “finora tutti i missili lanciati dall’Iran sono stati intercettati”, invitando la popolazione a rimanere nelle aree protette. La tensione resta altissima, con sirene d’allarme e sistemi di difesa attivati in tutto il Paese.
Medio Oriente in fiamme: colpite basi Usa nel Golfo
L’escalation si è rapidamente estesa oltre i confini di Israele e Iran. Secondo fonti iraniane e media arabi, la rappresaglia avrebbe preso di mira obiettivi americani in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Missili sarebbero stati diretti contro la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Al Salem in Kuwait, la base di Al Dhafra negli Emirati e la base della Quinta Flotta in Bahrein. A Manama si segnalano attacchi contro la struttura navale americana; Qatar ed Emirati avrebbero intercettato parte dei vettori in arrivo, mentre non è chiara la situazione in Kuwait. Esplosioni sono state avvertite anche ad Abu Dhabi e Doha. Il Qatar aveva già annunciato di aver intercettato un missile iraniano nelle prime fasi della crisi.






















