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Condannato a un anno e due mesi di reclusione al termine del processo d'appello bis il sindacalista imputato per violenza sessuale su una lavoratrice, una hostess, che si era rivolta a lui per chiedere aiuto nel marzo 2018.
È il caso della sentenza soprannominata dei “30 secondi” che fece scalpore perché l'uomo venne assolto in primo e secondo grado per il tempo di reazione della donna che, secondo il giudice, era stato troppo lento per essere interpretato come un’opposizione al comportamento del sindacalista. La sentenza fu annullata in Cassazione e ora ribaltata dai giudici della seconda sezione penale della Corte d'Appello di Milano.






















