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“Non è una commemorazione, ma una storia che parla ancora al presente”. Lisa Gattini, segretaria generale della Cgil di Parma, descrive così, con una frase, il senso profondo di un appuntamento che si rinnova da 104 anni e che mantiene un valore profondo per la città.
L’anniversario: il 5 agosto
Il prossimo mercoledì 5 agosto ricorrerà l’anniversario dei fatti dell'estate 1922, che videro la gloriosa resistenza della gente dei rioni popolari di Parma, organizzati dagli Arditi del popolo e da Guido Picelli, contro l'assedio dalle squadracce fasciste di Italo Balbo, costrette alla ritirata. Quei fatti verranno ancora una volta ricordati nel quartiere di Oltretorrente, nella consueta commemorazione promossa da Cgil Parma insieme ad altre associazioni partigiane e antifasciste, in collaborazione con Comune di Parma, Provincia di Parma e Isrec.
Gattini, Cgil: “Una storia che appartiene alle radici del sindacato”
“È una tradizione consolidata della Camera del Lavoro di Parma. – spiega Lisa Gattini - Celebriamo le Barricate perché rappresentano una pagina fondamentale della storia del movimento dei lavoratori e della nostra organizzazione. In quei giorni ci fu una straordinaria partecipazione di lavoratrici e lavoratori, molti dei quali erano organizzati nelle Camere del Lavoro dell'epoca: quella dei Sindacalisti Rivoluzionari e quella Riformista. È una storia che appartiene alle radici del sindacato e che racconta la forza di una comunità capace di organizzarsi e resistere”.
Le Barricate e l’identità antifascista di Parma
Le Barricate sono uno dei momenti storici che hanno costruito la forte identità antifascista della città e si inseriscono in un percorso che parte dalle lotte dei lavoratori agricoli e prosegue fino alla Liberazione. “Per questo non le consideriamo una semplice commemorazione d'ufficio – osserva la segretaria Cgil - dietro quei giorni c'è una storia lunga, fatta di mobilitazione sociale, organizzazione sindacale e difesa dei diritti”.
La nascita di una coscienza collettiva
L'appuntamento è in programma alle ore 18 presso piazzale Rondani, ai piedi del monumento dedicato proprio all’evento delle Barricate. Al fianco della Cgil ci saranno Anpi, Alpi, Apc, Anes, Anpia e Aicvas. Interverranno Michele Guerra, sindaco di Parma, Franco Torreggiani, Consigliere Provincia di Parma e Carmen Motta, presidente Isrec. La commemorazione sarà introdotta da Andrea Rizzi, responsabile Storia e Memoria della Camera del Lavoro, e conclusa da Lisa Gattini, che prosegue: “Il 1922 è l'anno della Marcia su Roma ed è anche un periodo in cui la violenza fascista era già fortemente diffusa e colpiva soprattutto le organizzazioni dei lavoratori, le cooperative e tutto quel tessuto sociale che rappresentava un'alternativa al fascismo. Le Barricate raccontano proprio la nascita di una coscienza collettiva che decide di opporsi alla violenza e alla sopraffazione. Chi era iscritto alla Camera del Lavoro partecipava a quella mobilitazione attraverso il sindacato. È un elemento fondamentale per capire il significato di quella storia”.
Dalla rievocazione storica...
Quando si parla di Resistenza si pensa quasi sempre al periodo della Seconda guerra mondiale, ma è importante ricordare anche ciò che accadde prima provando, come fa la Cgil di Parma, ad attualizzarne il senso, facendone qualcosa di più di una mera diventino rievocazione storica. La storia può – e deve- dialogare con le sfide del presente. “Oggi la Resistenza può tradursi nella difesa dei diritti sociali e civili, nell'opposizione a provvedimenti che riteniamo limitino le libertà o aumentino le disuguaglianze” osserva la segretaria. Il fine non è sovrapporre epoche diverse, ma riconoscere che esistono ancora persone escluse dai diritti e dalle opportunità.
...agli strumenti per leggere il presente
“L'eredità più importante delle Barricate di Parma è che l'organizzazione collettiva può essere uno strumento per contrastare le ingiustizie. – conclude Gattini - Cambiano i contesti storici, cambiano le sfide, ma resta la necessità di costruire partecipazione, solidarietà e uguaglianza. È questo il motivo per cui continuiamo a ricordarle: non per guardare con nostalgia al passato, ma per trarne strumenti utili a leggere il presente e affrontare il futuro”.
























