"La Corte Costituzionale ha stabilito che il blocco della perequazione delle pensioni oltre tre volte il minimo Inps (1.450 euro lordi mensili) è incostituzionale. La sentenza afferma che la pensione è salario differito e ne va assicurato il mantenimento del potere d'acquisto 'in particolare per quelle più basse'. È' esattamente quello che sostennero, anche con la mobilitazione, Spi, Fnp e Uilp, quando il duo Monti-Fornero impose il blocco, oggi abolito da una sentenza che fa giustizia: i pensionati sono stati gravati da una vera e propria 'imposta patrimoniale sui bassi redditi'. Questa sentenza deve costitutire un monito per il Governo e ripropone la necessità del confronto con le parti sociali, via maestra per definire soluzioni condivise che non vengano poi azzerate per via giurisdizionale", affermano i sindacati dei pensionati dell'Emilia Romagna.

"Adesso il Governo dia attuazione alla sentenza: ricordiamo che quando la stessa Corte giudico' incostituzionale il prelievo forzoso sulle "pensioni d'oro" (sentenza 223 del 2012) e sulle alte retribuzioni dei magistrati, furono subito trovate le risorse per restituire quanto andava restituito. Oggi non si possono applicare due pesi e due misure e non si può infliggere ai pensionati, dopo il danno anche la beffa: la sentenza va attuata in tempi e con modalità certe e non dilatorie", proseguono i sindacati.
 
Le segreterie nazionali di Spi, Fnp, Uilp hanno chiesto un incontro urgente al ministro del Lavoro Poletti "per evitare che si mettano in atto 'grandi manovre' per aggirare il dettato della Corte o per reperire le risorse colpendo comunque i pensionati. Respingiamo con forza (e lo faremo anche di fronte alla magistratura, se necessario) ipotesi di intervento sulle pensioni in essere, a partire dal ventilato ricalcolo con il sistema contributivo, che imporrebbe una decurtazione inaccettabile per chi è andato legittimamente in pensione con le regole date, dopo 40 e più anni di lavoro".

"Chiediamo che si smetta di giocare con i pensionati, come si giocasse a monopoli, ogni volta tagliando e decurtando redditi comunque bassi, come ha di nuovo certificato l'Inps, qualche giorno fa. Seguiremo con la massima attenzione la vicenda e siamo pronti a mobilitarsi contro ogni tentativo di colpire ancora una volta le pensionate e i pensionati: abbiamo già dato!", concludono le tre sigle.