Incontro oggi (mercoledì 30 novembre) a Roma tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, bloccati ormai da ben sette anni. Il vertice tra Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e la titolare del dicastero è iniziato alle ore 11 a Palazzo Vidoni. Per ora si registra una sospensione, per ulteriori approfondimenti da parte del governo riguardo le modifiche chieste dai sindacati.

Il nodo da sciogliere è quello degli aumenti. La proposta dell’esecutivo è di un incremento “medio” di 85 euro, ed è su questa cifra che il governo sembra intenzionato a impegnarsi. I sindacati, invece, vorrebbero che questa cifra fosse il “minimo” da cui partire, e che fosse valevole per l’intera pubblica amministrazione (quindi anche per la scuola). Su questo punto, dunque, si registra ancora una distanza.

Altro tema da verificare è quello del bonus fiscale degli 80 euro: in caso di aumento, gli attuali beneficiari della pubblica amministrazione (che sono circa 800 mila, di cui 250 mila nella scuola) potrebbero perderlo. Occorre dunque superare questo problema, probabilmente agendo come si è fatto per il contratto dei metalmeccanici, ossia affrontando il tema con il welfare contrattuale.

In ballo ci sono anche le cifre messe a disposizione nel “maxi-fondo”, che per il 2017 ammonta a 1,7 miliardi di euro. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, il governo propone 850 milioni di euro per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. A questi vanno aggiunti 850-900 milioni di euro per le forze dell'ordine (di cui 480 per la proroga del bonus di 80 euro), 100-170 milioni per le nuove assunzioni, 40 milioni per il Corpo forestale e 250 milioni per il riordino delle carriere.
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“È il governo che deve dare risposte sugli 85 euro”, ha detto il segretario generale Cgil Susanna Camusso entrando a Palazzo Vidoni, precisando anche che andrà sciolto il nodo di come gli aumenti contrattuali del pubblico impiego si intrecciano al bonus degli 80 euro. Camusso ha poi aggiunto che il governo deve dare risposte anche su “come si tolgono le norme della ‘buona scuola’ che impediscono la contrattazione”.
 

Altro punto ancora da definire è il riequilibrio tra la legge e il contratto, con il re-ingresso di alcune materie nell’ambito della contrattazione, soprattutto per quanto concerne il comparto della scuola. Cgil, Cisl e Uil chiedono, in sostanza, di modificare in questa direzione il provvedimento sulla “buona scuola”: anche su questo punto si segnalano aperture da parte del governo. Già trovato un accordo di massima, infine, sulle altre questioni, in particolare sul maggiore peso da assegnare al “welfare aziendale” (e quindi a tutti i benefit non monetari), sui fondi pensione e sulle prestazioni sanitarie, e sulla defiscalizzazione, come già accaduto per il rinnovo dei metalmeccanici.

Nella bozza di accordo presentata dal ministro Madia, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, vi è anche la revisione del sistema degli incentivi ai dipendenti pubblici che producono di più e che sono più presenti. "Le parti - si legge nel documento - per ciascun livello istituzionale e tenendo conto delle specificità di ciascuna amministrazione e dei macro obiettivi da esse fissati per il miglioramento della qualità dei servizi per i cittadini, si impegnano a individuare, con cadenza annuale, criteri e indicatori al fine di misurare l'efficacia delle prestazioni delle amministrazioni e la loro produttività collettiva con misure contrattuali che incentivino più elevati tassi medi di presenza".

La trattativa tra governo e sindacati prosegue no stop.

Ultimo aggiornamento 18.30