"Non ci stiamo a chiudere i servizi. Ci convochino. Senza risposte si torna a occupare" . Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, concludendo il suo intervento alla manifestazione dei lavoratori delle Province in piazza Santi Apostoli oggi, 11 aprile, a Roma. Intervento che si è aperto con un minuto si silenzio per ricordare le vittime della strage al Tribunale di Milano nel quale Dettori ha aggunto che "per quello che abbiamo visto nel Def non ci sono le risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego". Per questo "siamo pronti a una mobilitazione che si ricorderanno". "Non è maltrattando i lavoratori che si tagliano spesa e sprechi, così si tagliano i servizi ai cittadini", ha aggiunto il leader della Cgil Susanna Camusso presente alla manifestazione odierna.

I lavoratori delle province scendono in piazza (FOTO). A tre mesi esatti dagli annunci del Governo, infatti, la situazione delle Province e delle Città metropolitane è ancora in stallo. L'iniziativa, che si terrà a Roma a Piazza Santi Apostoli, porterà in piazza la protesta di 56mila dipendenti e professionisti contro i tagli che hanno colpito le autonomie locali e per una riorganizzazione vera delle reti territoriali dei servizi pubblici.

Oltre 20mila lavoratori
, di fatto, sono ancora nell'incertezza più totale: la legge di stabilità ha tagliato i fondi del 50% (25% per le città metropolitane) ma nessuno di loro sa in quale sede, in che modo e per fare cosa si sposterà. La situazione è “ben al di là delle nostre peggiori previsioni. Se con la grande mobilitazione di dicembre non avessimo fermato l'esecutivo, la situazione sarebbe catastrofica”, si legge in un comunicato congiunto dei sindacati della funzione pubblica, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.



In effetti, se le occupazioni delle sedi
a fine anno hanno portato a “sventata l'immediatezza degli esuberi e ottenuta la proroga dei contratti precari”, il caos è ancora completo. Secondo il protocollo Delrio le Regioni dovevano approvare leggi per prevedere quali funzioni e personale delle Province assorbire. Ma per ora solo 4 su 20 lo hanno fatto.

"Manca una regia complessiva e le Regioni non hanno fatto il proprio dovere, se escludiamo pochi casi. Le Province avrebbero dovuto pubblicare in questi giorni le liste nominative del personale oggetto di processi di mobilità, ma in base a leggi regionali che nella maggior parte dei casi non sono state ancora approvate. Il Governo - aggiungono - non ha attivato gli strumenti previsti dal Protocollo Delrio e con i tagli della legge di stabilità ha generato maggiore incertezza tra le lavoratrici e i lavoratori, causando un ridimensionamento dei servizi. Vogliamo spiegare al governo – concludono i sindacati - e alle Regioni come sia ancora possibile fare una riforma vera che garantisca occupazione e servizi di qualità ai cittadini. La smettano di fare il gioco dello struzzo e tirino la testa fuori dalla sabbia".

(aggiormento 11 aprile, ore 13.30)