Il testo della legge di bilancio è stato inviato al Quirinale. Il presidente Mattarella lo ha controfirmato e poi mandato al Parlamento. Qualche giorno prima, a Montecitorio, era approdato il decreto fiscale che, tra gli altri provvedimenti, contiene anche il superamento di Equitalia e la rottamazione delle cartelle esattoriali. Temi importanti sui quali è intervenuto questa mattina su RadioArticolo1, nel corso di “Italia Parla”, Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil.

Cominciamo dalle cifre. “Ho letto – dice Gentile – che ci sarebbero, per il pubblico impiego, 4 miliardi nel 2017. Ma non è vero: l'articolo della legge di bilancio stabilisce che ci sono un miliardo e 900 milioni per il 2017 e due miliardi e 600 milioni per il 2018. Queste risorse devono servire per i contratti pubblici di tutte le amministrazioni centrali dello stato, cioè scuola, ministeri, agenzie fiscali, comparto sicurezza. Ma non si dice nulla per quanto riguarda i dipendenti del servizio sanitario nazionale e i dipendenti degli enti locali”. In questo fondo dovrebbero stare i soldi per i contratti, alcune operazioni previste per il comparto sicurezza (riordino delle carriere e indennità di 80 euro per polizia e forze armate) e lo sblocco delle assunzioni.

 

“Ma quanto di questa cifra andrà ai contratti e quanto alle assunzioni non si sa, bisognerà ragionarci. Noi siamo in attesa di essere convocati dall’Aran – aggiunge il sindacalista –. Il che è necessario, perché, vista la natura di questa legge di stabilità, il rischio di un ‘conflitto’ tra i diversi comparti che devono rinnovare i contratti e tra rinnovo dei contratti e sblocco del turn-over è reale”. Resta chiaro che, per la Cgil, “questi soldi disponibili sono pochi”.

Ma oltre a sbloccare le risorse, serve un altro atto, per il dirigente Cgil: “Superare i tantissimi vincoli ai quali è sottoposta la contrattazione nazionale e quella decentrata, le relazioni sindacali e la titolarità dei contratti su tutte le materie relative al rapporto di lavoro che sono stati introdotti con la legge Brunetta. Solo così, dal gennaio 2017, si potranno effettivamente sbloccare i contratti”.