“Ai dipendenti Mucafer, dopo tempi biblici, è arrivata l’approvazione della Cassa integrazione. Una sofferenza che abbiamo rilevato in tutte le assemblee tenute con i lavoratori della Mucafer, comune a migliaia di lavoratori in Italia, in una situazione di crisi del settore dell’edilizia senza precedenti e che ha visto nella nostra Provincia dimezzare tutti gli indici di rifermento”. E’ quanto affermano Fenela Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Capitanata in merito alla vertenza dell’impresa di costruzioni di Manfredonia.

“Ogni giorno il ministero del lavoro emette decreti per migliaia di lavoratori, una situazione che continua ad aggravarsi nel nostro settore come rilevato negli indici degli ultimi sei mesi inerenti numeri addetti ore lavorate e massa salari”, ricordano i segretari delle tre categorie, Galasso, Falcone e Tarantella.

“Purtroppo c’è poco di essere soddisfatti. Abbiamo appreso l’avvio dei licenziamenti collettivi con procedura di mobilità dei 135 dipendenti della Mucafer a seguito della procedura concorsuale di liquidazione coatta amministrativa, avvenuta con decreto del 30 gennaio 2015 in cui si evince un attivo di circa 139 milioni e un passivo di circa 166 milioni. La provincia ha fissato l’incontro per l’esame congiunto della procedura di mobilità in data 6 marzo che vedrà alla scadenza della Cigs il licenziamento collettivo per le 135 unità lavorative . Un colpo ulteriore al lavoro e al sistema produttivo di Capitanata – affermano Feneal, Filca e Fillea - che si aggiunge ad altre vertenze presenti sul territorio, come quella relativa all’Inside che oggi vede gli ex dipendenti non aver percepito il Tfr a seguito di concordato preventivo”.

Per i sindacati delle costruzioni “è urgente avviare tutte le opere progettate e non ancora cantierizzate nella nostra Provincia, rispettando principi di regolarità e legalità - per mettere un freno alla caduta libera del settore dell’edilizia e realizzare opere infrastrutturali tra l’altro quanto mai necessarie per questa provincia perché riguardano il versante infrastrutturale e l’assetto idrogeologico. Un appello che rivolgiamo agli enti e alla politica per accelerare gli iter che devono consentire di ritornare ad aprire le porte dei cantieri, affinché un settore volano dello sviluppo torni a creare occupazione e ricchezza”.