"Nella filiera lattiero-casearia stiamo andando incontro ad una guerra tra poveri che rischia di fare molti danni e di essere scaricata solo ed esclusivamente sui lavoratori dipendenti. L’ennesimo atto di forza inscenato questa notte dalla Coldiretti con l’occupazione simbolica della Centrale del Latte di Roma, infatti, non fa altro che acuire le problematiche e testimonia che dietro alla questione del prezzo si celano interessi corporativi, sostenuti direttamente dall’amministrazione capitolina, che puntano a sottrarre l’impianto romano al perimetro industriale della Parmalat". Lo dichiara oggi (23 luglio) il segretario nazionale della Flai Cgil, Antonio Mattioli.

"Il settore del latte - a suo avviso - ha bisogno, piuttosto, della definizione di una strategia nazionale con la quale aggredire il mercato e con la quale vincere la sfida della competitività investendo sulla qualità dei prodotti e del lavoro, sulla certificazione di filiera e sul contrasto ad ogni forma di illegalità".

"Un primo passo - prosegue Mattioli - in questa direzione potrà essere fatto in occasione dell’incontro che si terrà il prossimo 27 luglio presso la Regione Lazio, che servirà a definire il prezzo del latte in questo territorio e a scongiurare, quindi, il protrarsi della guerra fratricida tra le grandi aziende di trasformazione e gli allevatori. A questo incontro dovrà seguire, però, la definizione di un patto di filiera, unico strumento in grado di stabilire a livello nazionale un codice di comportamento condiviso da tutti i soggetti che compongono il settore e ad evitare che si continui a vivere nell’emergenza".