Roma - "Il conflitto tra Simona Laing, già Dg dell'azienda speciale Farmacap e il commissario Angelo Stefanori, non è certamente voluto da noi". Così, in una nota, la Filcams Cgil di Roma e del Lazio interviene sul licenziamento di Laing.  "Nel rispetto delle nostre funzioni di tutela collettiva dei circa 350 dipendenti di Farmacap - continua la nota - abbiamo sempre operato e, continueremo a farlo, per il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Affermare, come ha fatto l'ex Dg, che il conflitto sindacale all’interno di Farmacap sia 'solo con la Cgil' e che la Cgil abbia contribuito al suo allontanamento è un'enorme bugia, frutto probabilmente di un momento di scarsa serenità e lucidità".

"La negazione di diritti fondamentali come gli aumenti salariali definiti dal contratto nazionale di lavoro - prosegue la Filcams - e l'unilaterale dismissione dei ticket, previsti dalla contrattazione collettiva aziendale, applicate ai 350 dipendenti, ha portato l'azienda a cumulare nei loro confronti un debito che sfiora il mezzo milione di euro".

Inoltre, si chiede il sindacato, "scioperi e vertenze legali, fatti ben prima dell’arrivo di Simona Laing, per vedere riconosciuti i diritti salariali di chi percepisce stipendi netti che oscillano dai 1.000 ai 1.500 euro, si possono considerare azioni che minano la stabilità occupazionale del Dg?".

"Evidenziare - prosegue la Filcams - che nel bilancio aziendale sia improvvisamente scomparsa la voce passiva che indicava il debito verso i suoi dipendenti vuol dire agire contro il Dg? Noi crediamo di no. Sappiamo cosa si prova quando si viene licenziati. Abbiamo sempre contrastato i comportamenti illegittimi anche quando riguardano i lavoratori, condannando senza appello eventuali gravi responsabilità soggettive, a partire dal furto delle merci aziendali. Non lo diciamo soltanto ora ma da molti anni".

Il sindacato ricorda che "fin dal 2005/2006, con le omologhe categorie di Cisl e Uil, siamo stati artefici di una proposta riorganizzativa che, con la partecipazione attiva di tutti i lavoratori Farmacap, prevedeva, tra le altre cose, azioni e misure a tutela del patrimonio aziendale e dei lavoratori che spesso operano nelle farmacie con troppi rischi (ad esempio essere lasciati soli in orari serali e notturni, non adottare misure minimali come gli inventari periodici, procedure di controllo ecc)".

I licenziamenti di alcuni dipendenti avvenuti nei mesi scorsi "sono stati vagliati dagli avvocati - ricostruisce la Filcams - cui i lavoratori hanno dato mandato ed è stata avviata la conseguente azione legale. Ora attendiamo che i giudici stabiliscano se tali licenziamenti siano stati giusti o illegittimi. I lavoratori di Farmacap non sono un gruppo di mascalzoni - conclude il sindacato -. Sono persone perbene che, pur operando in condizioni non proprio ottimali, garantiscono la funzionalità di 44 farmacie e le attività sociali e di servizio rivolte ai cittadini".

Quanto all'allontanamento di Laing, per la Filcams "il licenziamento in tronco e improvviso non è mai una buona cosa, chiunque lo subisca".