"Miracolo a Bologna: in tre mesi 'scomparsi' 45.000 disoccupati! Si sono smaterializzati, oppure autotrasportati in un'altra dimensione tempo-spazio? Nulla di tutto questo! Sono fermi dov'erano prima. È probabile che si siano stancati di registrarsi inutilmente nella burocrazia della ricerca di un impiego, inventata dal governo Renzi. Nulla è cambiato nella loro condizione, piuttosto complicata e pesante. Ciò che si muove, invece, sono le statistiche e i parametri utilizzati per certificare e censire la situazione, che spesso presentano una condizione falsata rispetto alla realtà". Così Vito Rorro, della segreteria Cgil di Bologna.

"Nella sostanza, succede che gli impieghi, prodotti come per magia dal Jobs act, restano pochi, brevissimi, mal tutelati e spesso mal pagati. Per questo, gli appassionati fanno rientrare una momentanea e aleatoria assunzione che, per sua natura, non si consoliderà in un rapporto duraturo, un cerino che si accende e si spegne, nella categoria 'nuova occupazione'. Peggio ancora. A questa mancanza di risposte strutturali, si aggiungono i trucchi statistici: avviene che la registrazione (semestrale) dello stato d'inoccupazione, (a carico della persona interessata presso i centri per l'impiego), se non risulta effettuata, produce l'effetto immediato della sparizione del lavoratore disoccupato dagli elenchi ufficiali. E così, con un gioco di prestigio, dai circa 95.000 in cerca di occupazione nella provincia di Bologna si è passati a 50.000, nell'arco di un solo semestre", continua il sindacalista.

"La realtà, purtroppo, è molto diversa e intrisa di drammaticità. Per questo, la Cgil di Bologna ha elaborato un progetto di iniziative e di attività in favore delle persone inoccupate. Un progetto che prevede un supporto a 360° alle persone che necessitano di orientamento, di sostegno sindacale e di ausilio soggettivo per ricandidarsi a una nuova occupazione, valorizzando le proprie capacità ed esperienze. Non è una ricerca di lavoro di tipo intermediario, bensì una ricerca di valore nella propria condizione di attesa di opportunità, che grava sulla testa di tante singole persone - giovani - donne - qualificati", conclude l'esponente Cgil.

Il 26 febbraio, presso il circolo Akkatà di S. Giovanni Persiceto, dalle ore 20.30, la Cgil consegnerà a decine di giovani e non giovani, alle donne e ai disoccupati, un'idea per riattivare il proprio lavoro.