“La crisi e l’austerità mantengono e manterranno questo paese nella stagnazione e nella recessione. La legge di stabilità non cambia verso: è costruita con qualche taglio in più e qualche bonus in più, ma questo non basta per cambiare strada, per ricostruire giustizia e uguaglianza”. A dirlo è la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, parlando dal palco di piazza San Giovanni, concludendo la manifestazione nazionale Cgil in corso a Roma. “La piazza di oggi – ha continuato – sa che senza lavoro non si cambia, bensì si arretra. E questa piazza non è la ‘passerella’ di qualcuno: è la piazza del lavoro organizzato di questo paese, che chiede e rivendica risposte”.

Camusso ha poi aggiunto che la Cgil porterà avanti in ogni sede le sue proposte sul lavoro, “costruendo alleanze, sperimentando tutte le forme di lotta possibili”, e se necessario continuerà “anche con lo sciopero generale, ma con il passo giusto, quello che usa la giusta forza e la fa valere”. Intanto, ha continuato, “saremo con i pensionati in piazza il 5 novembre prossimo, mentre l’8 novembre saremo con i lavoratori pubblici, e continueremo a proporre anche alle altre confederazioni le nostre proposte”.