Si apre davanti al giudice del lavoro una nuova vertenza nel settore tessile toscano. Al centro dello scontro c’è la Vega Srl, azienda con sede a Grosseto che opera nel comparto dell’abbigliamento e della confezione di capi per importanti marchi della moda. Filctem Cgil e Uiltec Toscana Sud hanno presentato un ricorso accusando la società di aver interrotto il sistema di raccolta e trasferimento delle quote sindacali trattenute dalle buste paga delle lavoratrici iscritte alle organizzazioni sindacali.

La vicenda sarà esaminata in tribunale domani, martedì 16 giugno. I sindacati chiedono che venga riconosciuta l’illegittimità del comportamento aziendale e che venga ripristinata la procedura utilizzata fino a pochi mesi fa.

L’azienda e il nodo delle trattenute

La Vega è una realtà del settore tessile e dell’abbigliamento che svolge attività di produzione e lavorazione per la filiera della moda. Nello stabilimento grossetano lavorano soprattutto addette alla confezione e alla realizzazione di capi destinati ai grandi marchi del comparto. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, fino ai primi mesi del 2026 le quote sindacali delle dipendenti iscritte venivano trattenute direttamente in busta paga e successivamente trasferite alle organizzazioni indicate dalle lavoratrici. Da marzo, però, il meccanismo sarebbe stato interrotto. Le somme destinate all’iscrizione sindacale non sarebbero più state versate alle sigle sindacali ma riconosciute direttamente alle dipendenti all’interno della retribuzione.

Una scelta che, secondo Filctem e Uiltec, avrebbe modificato unilateralmente una procedura prevista dal contratto nazionale del settore tessile.

L’accusa di condotta antisindacale

Le organizzazioni sindacali sostengono che la decisione sia stata assunta senza alcun confronto preventivo e in contrasto con quanto stabilito dalla contrattazione collettiva. Nel ricorso viene richiamato l’articolo 21 del contratto nazionale di lavoro del comparto tessile, che disciplina le modalità di riscossione delle quote associative.

Per i sindacati non si tratta soltanto di una questione amministrativa. La trattenuta in busta paga rappresenterebbe infatti uno strumento attraverso il quale i lavoratori esercitano concretamente il diritto di adesione sindacale. Interrompere il trasferimento delle quote alle organizzazioni indicate dai dipendenti significherebbe, secondo i ricorrenti, non rispettare una scelta espressa dalle lavoratrici.

Da qui la richiesta al giudice di accertare l’esistenza di una condotta antisindacale e di ordinare la cessazione dei comportamenti contestati.

Le contestazioni si estendono anche al 2025

La vertenza non riguarda soltanto gli ultimi mesi. Nel ricorso vengono richiamate anche presunte inadempienze relative all’anno precedente.

Secondo quanto sostenuto da Filctem Cgil e Uiltec Toscana Sud, infatti, solo una parte delle quote sindacali maturate nel 2025 sarebbe stata effettivamente versata alle organizzazioni dei lavoratori. I sindacati parlano di circa il 50 per cento delle somme dovute, una circostanza che, se confermata nel corso del procedimento, potrebbe aggravare ulteriormente il quadro contestato all’azienda.

La parola passa al tribunale

L’azione legale è stata promossa dall’avvocato Sandro Nunzi e approderà davanti al giudice del lavoro martedì 16 giugno. L’obiettivo dei sindacati è ottenere il ripristino del sistema di versamento delle quote associative e il riconoscimento del diritto delle lavoratrici a vedere rispettata la propria scelta di adesione sindacale.

Sarà il tribunale a valutare la fondatezza delle accuse e a stabilire se il comportamento contestato alla Vega costituisca effettivamente una condotta antisindacale oppure se vi siano elementi in grado di giustificare le decisioni assunte dall’azienda.