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La crisi del distretto calzaturiero di Monsummano Terme continua ad aggravarsi e alimenta la preoccupazione di lavoratori e imprese. A lanciare l’allarme è Emiliano Silvestri della Filctem Cgil Prato Pistoia, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di uno dei comparti storici dell’economia della Valdinievole. Un settore che per decenni ha rappresentato una delle eccellenze manifatturiere toscane e che oggi si trova a fare i conti con una riduzione della produzione che dura ormai da anni.
Costi più alti e concorrenza internazionale
A pesare sul comparto sono diversi fattori che si sono sommati nel tempo. Il calo degli ordinativi, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e la contrazione dei consumi hanno colpito l’intera filiera. Anche la domanda proveniente da importanti marchi della moda si è ridotta, con effetti immediati sulle aziende del territorio. A questo scenario si aggiunge una concorrenza sempre più forte da parte di altri Paesi europei, in particolare Portogallo e Slovenia, che stanno conquistando quote di mercato.
Filiera sotto pressione e posti di lavoro a rischio
Le conseguenze si riflettono su calzaturifici, tomaifici, laboratori artigiani e imprese dell’indotto. Negli ultimi anni molte aziende hanno registrato una consistente diminuzione delle commesse, con ricadute dirette sull’occupazione e sulla tenuta produttiva del distretto. Il timore è che la crisi possa provocare nuove chiusure e ulteriori perdite di posti di lavoro in un territorio che da sempre lega una parte importante della propria economia alla produzione calzaturiera.
Il rischio di perdere competenze costruite in decenni
Secondo la Filctem, la posta in gioco non riguarda soltanto i livelli occupazionali. A rischio c’è anche un patrimonio di professionalità, esperienza artigianale e conoscenze tecniche costruito nel corso di decenni. Monsummano Terme è stata a lungo un punto di riferimento della manifattura calzaturiera toscana e italiana, contribuendo alla crescita economica locale e al sostentamento di centinaia di famiglie. La perdita di queste competenze potrebbe avere effetti duraturi ben oltre l’attuale fase di difficoltà.
La richiesta di interventi urgenti
Per il sindacato servono misure immediate per sostenere imprese e lavoratori. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nell’innovazione e nella transizione produttiva, il rafforzamento degli strumenti di tutela occupazionale e un piano per la formazione professionale e il ricambio generazionale. Un’esigenza particolarmente sentita nel settore artigiano, dove per alcune aziende gli ammortizzatori sociali stanno ormai arrivando alla scadenza. Da qui la richiesta di attivare rapidamente interventi capaci di evitare ulteriori chiusure e di preservare uno dei settori più rappresentativi della manifattura toscana.






















