Il 3 novembre 2025 la Torre dei Conti, nel pieno centro di Roma, è parzialmente crollata durante dei lavori di restauro, coinvolgendo quattro operai che si trovavano all'interno. Dopo che i Vigili del fuoco erano riusciti a trarre in salvo tre delle persone coinvolte, il quarto operaio, Octay Stroici, 66 anni, è stato estratto dalle macerie dopo undici ore di complessi interventi e trasportato d'urgenza al Policlinico Umberto I, dove è morto

Un anno dopo, la Fillea e la Cgil Roma e Lazio hanno ricordato il sacrificio di Octav con la deposizione di una corona nei pressi del luogo della tragedia e con la consegna ai familiari della prima 'pietra della memoria', “in attesa che possa essere finalmente autorizzata dal Comune e depositata sul posto”.

“Ci troviamo a soli 200 metri da un altro luogo tragico del nostro patrimonio culturale, il Colosseo - dichiarano in una nota i due sindacati -, segnato pochissimo tempo fa dalla drammatica morte del 22enne Andrea Moretti: una vicinanza geografica che rende ancora più evidente la portata di un'emergenza sistemica che devasta il nostro territorio”.

L'iniziativa di oggi è promossa insieme a 'Insieme per la Giustizia', l’associazione dei familiari delle vittime, è “per custodire la storia di Octav e rendere visibile nello spazio pubblico la memoria di chi ha perso la vita sul lavoro”. “Ci siamo stretti alla famiglia di Octav – continuano Fillea e Cgil -, rinnovando una richiesta che riguarda l'intera comunità: fare piena luce sulle responsabilità e impedire che tragedie come questa si ripetano. Con la pietra della memoria vogliamo che le persone uccise dal lavoro continuino ad avere un nome, una storia e un posto nella coscienza collettiva”.

Alle istituzioni i sindacati chiedono “di tradurre il cordoglio in scelte concrete: rafforzare i servizi di prevenzione, coprire le carenze d'organico degli Spresal, aumentare i controlli e garantire che la sicurezza sia una priorità inderogabile in ogni appalto”. Lo la Cgil di Roma e Lazio.

“Octav aveva 66 anni ed era ancora in cantiere: la sua morte ci impone di denunciare con forza le condizioni intollerabili di chi svolge lavori pesanti e rischiosi e di rivendicare il diritto a una pensione dignitosa. Serve un sistema pensionistico equo, servono controlli capillari, formazione obbligatoria, responsabilità chiare lungo tutta la filiera e un nuovo modo di fare impresa”.

Occorre, affermano ancora, “fermare una volta per tutte la giungla dei subappalti a cascata e una logica aziendale in cui la fretta e il risparmio comprimono le tutele di chi lavora. Alla famiglia di Octav dobbiamo verità e giustizia; a ogni lavoratrice e lavoratore dobbiamo garantire il diritto sacrosanto di tornare a casa”.

“La Cgil e la Fillea Cgil di Roma e Lazio continueranno a sostenere i familiari e a mobilitarsi in ogni sede affinché alla memoria corrispondano interventi strutturali di prevenzione e tutela. Ricordare Octav significa assumersi questo impegno ogni giorno, dentro e fuori i cantieri”, concludono i sindacati.

Leggi anche