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Giovedì 16 luglio alle 9, davanti il grattacielo della Regione Piemonte, avrà luogo un presidio di Rls e Rlst per protestare contro la mancata applicazione dell’ordinanza regionale sul caldo. Durante una conferenza stampa il segretario generale Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, ha ribadito che “l’ordinanza regionale deve essere esigibile. Le nostre categorie hanno fatto oltre 20 segnalazioni e, a parte il caso di Novara dove c’è stato un intervento dei carabinieri sui rider, ci sono i casi dei cantieri edili, delle cucine degli Autogrill.
L’altra sera una nostra delegata ha mandato la foto del termometro di un autogrill sulla Torino Alessandria dove c’erano 50°, cioè stava lavorando a quella temperatura. Visto che non siamo di fronte a un evento eccezionale, ma a qualcosa di strutturato, abbiamo bisogno che l’ordinanza diventi esigibile. Noi sappiamo che il problema non è solo repressivo, sappiamo che mancano altri strumenti: quando un rider ci dice io devo scegliere tra morire di caldo e morire di fame dice una cosa vera".
Per Airaudo “bisogna immaginare che questi lavoratori possano accedere agli ammortizzatori sociali, che si usino i fondi che ci sono per eventi straordinari come le calamità, come l’emergenza della siccità e degli incendi in questo momento in Piemonte. La parte ispettiva deve fare il suo lavoro ma poi c’è una parte legislativa che dovrebbe intervenire per integrare. Sono quattro anni che denunciamo alla Regione Piemonte e a tutte le istituzioni l’assenza di ispettori: dovrebbero essere 400 in Piemonte, ce ne sono solo 200".
Il segretario della Cgil Piemonte si sofferma poi sugli Spresal che sono sotto organico: “sono tecnici che magari non hanno neanche il patentino da polizia giudiziaria e quindi non possono entrare in un luogo di lavoro. L’ultima volta che abbiamo avuto occasione di discutere di questo con l’assessore Riboldi ci è stato spiegato, dal funzionario della Regione, che non trovavano le aule per la formazione.
Ci siamo offerti di trovarle noi, ma che le aule a Torino non si trovino le aule per formare gli ispettori è una cosa che non si può e non si deve sentire. Chiediamo che il buon provvedimento preso dalla Regione diventi esigibile, soprattutto se c’è una segnalazione, perché poi non vogliamo piangere sulla prima persona che morirà per un colpo di calore perché è caduta da un’impalcatura o perché è svenuta in in una cucina rovente”.























