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“Dopo l’ennesimo rinvio del tribunale sulla procedura di composizione negoziata della crisi, il futuro dei 70 lavoratrici e lavoratori di Dongo Casting resta ancora sospeso”. A dirlo sono Fiom Cgil Como e Fim Cisl dei Laghi, intervenendo sulla vertenza dell’azienda specializzata nella fusione di metalli leggeri e nella produzione di componenti in alluminio per motori automobilistici, rilevata all’asta sette anni fa dalla multinazionale cinese Elecpro international investment holding.
“La cassa integrazione straordinaria è terminata l’11 maggio e da allora le persone sono senza lavoro e senza salario, da maggio non percepiscono un euro.”, proseguono i sindacati: “In questi 18 mesi si è parlato più volte di rilancio, di nuovi piani industriali, di ripartenza. Ma agli annunci non sono seguiti impegni concreti, né date certe, né risorse definite per riavviare davvero la produzione”.
Fiom e Fim evidenziano che si è “arrivati a un punto assurdo: l’unico modo per proteggere le persone sembra essere il licenziamento”. Le due sigle chiedono alla proprietà di “non perdere altro tempo e di fare finalmente qualcosa di concreto per lavoratrici e lavoratori”.
Sollecitano, infine, le istituzioni locali, la Provincia e tutte le forze politiche a fare la propria parte: “Serve un impegno immediato per il futuro occupazionale di queste persone e, qualora si arrivasse ai licenziamenti, per favorire ogni possibile percorso di ricollocamento. Dongo Casting è una realtà storica dell’Alto Lario. Le sue lavoratrici e i suoi lavoratori meritano rispetto, chiarezza e risposte”.






















