“In Italia come in altri Paesi europei, in Germania, in Svizzera, ci sono tanti posti di lavoro disponibili, 100 mila posti, anche per i migranti. Il discorso sulla remigrazione è una deriva populista che parla alla pancia del Paese e che non prende in considerazione i reali bisogni dell’Italia”.
Ha le idee ben chiare sulla politica di questo governo e sulla propaganda di Vannacci, Kaled Bouchelaghem, imprenditore di origini algerine, titolare di un’azienda che fa intermediazione commerciale tra l’industria italiana e i mercati nordafricani per impianti industriali.
“Nel mio lavoro rappresento aziende italiane all’estero – racconta -, prendo commesse per aziende italiane, quindi contribuisco alla crescita del Paese e al fatto che tanti italiani trovano lavoro. Non so quanto convenga a Vannacci che io vada a offrire i miei servizi in Germania. Come me un amico algerino: per lui lavorano 40 ingegneri italiani. È un discorso fascista e sbagliato”.
Bouchelaghem è in Italia da 35 anni e ne ha viste di cotte e di crude. Punta il dito sull’esecutivo Meloni: “Con questo governo siamo arrivati a 3 mila miliardi di debito pubblico – dice -, e nonostante l’opportunità del Pnrr, la crescita è zero. Non c’è integrazione, non è stato fatto nulla per gli stranieri, per creare una comunità che vive in armonia”.
Il suo ricordo va poi a Bakari Sako, il bracciante di 35 anni aggredito e ucciso a Taranto da sei ragazzi senza un motivo, senza un movente valido: “È un omicidio frutto di un clima sempre più forte fatto di razzismo: se il problema sono gli immigrati, questo non porta sviluppo ma porta voti. Sono arrabbiato nero, solo ieri è morto un altro bracciante nel mantovano perché c’è la legge ma non ci sono controlli: gli operai agricoli sono persone che lavorano, producono ricchezza, pagano le tasse ma muoiono sul lavoro”.






















