Crispiano, in provincia di Taranto, e Andria, nella Bat, hanno ricordato, ieri sera, 13 luglio, Paola Clemente, la bracciante morta mentre lavorava nei campi, stroncata da un malore, il 13 luglio di undici anni fa. Paola Clemente era nata a Crispiano e quel giorno lavorava nelle campagne di Andria. Per questo, per il secondo anno consecutivo, i due comuni pugliesi insieme alla Cgil e alla Flai Cgil hanno organizzato una iniziativa in memoria di Paola Clemente, a cui nel 2024 Andria ha anche conferito la cittadinanza onoraria. In Largo Grotte, davanti al murales opera di Jorit che ricorda la bracciante scomparsa, si è tenuta una manifestazione dal titolo “Sfruttamento e caporalato, una questione nazionale”.
Guaraldi, Flai nazionale: “Quella contro il caporalato è una battaglia di civiltà che non possiamo perdere”
“Ci riuniamo per ricordare Paola – ha dichiarato Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil – e ribadire che la lotta contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo è una battaglia di civiltà che non possiamo permetterci di perdere. Infatti a dieci anni dall’approvazione della legge 199, che prese le mosse proprio dalla morte di Paola nei campi, la ‘strage’ nelle campagne purtroppo continua. Paga da 3 euro l’ora, turni estenuanti, condizioni abitative degradanti: non è solo una questione di cronaca, è un’emergenza nazionale che calpesta la dignità umana ogni giorno”.
Bucci, Cgil Puglia: “ A noi spetta l’impegno di una lotta costante contro il caporalato”
“La morte di Paola ha scosso le coscienze e ha determinato una lunga mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e della società civile – ha detto Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia –. Tanto che il caporalato negli anni ha cambiato forma, è diventato trasversale, ha ‘invaso’ altri settori quali l’edilizia, la moda, il turismo: a noi spetta l’impegno di una lotta costante contro questa nuova versione del caporalato”.
Valente, Cgil Bat: “Necessario un desiderio di riscatto”
“La realtà è amaramente sotto i nostri occhi – ha dichiarato Michele Valente, segretario generale della Cgil Bat –. Il caporalato si è esteso ben oltre l’agricoltura, infiltrando il turismo e altri settori. Assistiamo a un incattivimento inaudito, che tocca vette di inumanità che le cronache recenti ci gridano in faccia: dal dramma di Satnam Singh, vittima di un abbandono disumano, alla strage dei quattro braccianti pakistani di Amendolara, arsi vivi per aver osato chiedere dignità”. Di fronte a questo scenario, Valente lancia un appello chiaro: è necessario un desiderio di riscatto che coinvolga le tante aziende sane che operano nel pieno rispetto dei diritti, ma serve anche un impegno ferreo delle istituzioni.
Un ponte tra Crispiano e Andria. Parlano i sindaci
“Insieme alla manifestazione ad Andria, nella sala del consiglio comunale di Crispiano – dichiara Luca Lopomo, sindaco di Crispiano – nel ricordo di Paola abbiamo consegnato per il secondo anno consecutivo delle borse di studio ai ragazzi dell’istituto Elsa Morante e ci siamo inoltre collegati con la piazza di Andria. Questa doppia iniziativa si sostanzia nel fatto che dall’anno scorso Crispiano e Andria hanno creato un ponte, un gemellaggio sulla storia di Paola Clemente. L’anno scorso è stata nostra ospite la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha istituito una giornata in memoria della bracciante”.
Per la sindaca Bruno, “questa manifestazione è un modo per tenere accesi i riflettori su una delle più gravi piaghe del settore agricolo italiano: il caporalato. Dietro le inchieste e gli arresti emergono spesso condizioni di lavoro inaccettabili: paghe insufficienti, orari estenuanti, contributi previdenziali inesistenti o versati solo in parte, contratti irregolari e, nei casi più gravi, lavoro completamente in nero. A ciò si aggiungono situazioni abitative degradanti che costringono molti braccianti a vivere in condizioni incompatibili con la dignità umana. Il fenomeno non è domato purtroppo. Ricordiamo quindi Paola Clemente ogni anno, nel giorno della sua improvvisa e tragica morte, perché l’esempio e la testimonianza di una madre, moglie e lavoratrice instancabile – ha concluso Bruno – possa diventare stimolo all’impegno e alla partecipazione attiva”.
(Montaggio video a cura di Daniele Diez)


























