Si è svolta ieri, 11 novembre,  davanti ai cancelli della Nerviano Medical Sciences (Milano), un’assemblea pubblica con la Carovana “Per un’economia di pace”, promossa da Sbilanciamoci! e Rete Pace e Disarmo insieme a Cgil Lombardia, Filctem Cgil Lombardia e Cgil Ticino Olona. Numerose lavoratrici e numerosi lavoratori hanno partecipato all’iniziativa, in un momento decisivo per il futuro del principale centro italiano dedicato allo sviluppo di farmaci oncologici. L’assemblea si è svolta alla vigilia del nuovo confronto al ministero delle Imprese e del made in Italy, convocato per oggi alle ore 14.

I numeri della vertenza

La vertenza riguarda 31 nuovi esuberi annunciati nella società BioNerviano del gruppo Nms, cui si aggiungono i 76 licenziamenti già avviati nei mesi scorsi dal fondo finanziario Pag, proprietario del gruppo. Se non verrà definita una soluzione condivisa al tavolo ministeriale, dal 21 novembre le lettere di licenziamento potrebbero diventare effettive.

La dismissione progressiva delle attività di ricerca rischia di disperdere competenze scientifiche, tecniche e professionali costruite in decenni e di compromettere uno dei pochi poli nazionali in grado di seguire l’intera filiera di sviluppo dei farmaci oncologici.

La cornice economica e politica

Nel corso dell’assemblea, Sbilanciamoci! ha evidenziato il legame tra la crisi di Nerviano e le scelte contenute nell’attuale legge di bilancio: mentre aumentano gli stanziamenti per il riarmo, risultano insufficienti gli investimenti nella ricerca pubblica, nella sanità e nella produzione di cura. "Dire che non ci sono risorse per la ricerca, ma trovarne per le armi, è una scelta politica”, ha sottolineato Daniele Taurino, invitando a “considerare Nerviano come un bene comune e non come un patrimonio cedibile al mercato”.

La posta in gioco

La Cgil ha ribadito che la vertenza non riguarda solo l’occupazione, ma il diritto alla cura e alla ricerca pubblica. «Difendere Nerviano significa difendere un patrimonio scientifico che appartiene al Paese», afferma il sindacato. La confederazione richiama la necessità di un intervento pubblico strutturale, anche alla luce della legge di bilancio che penalizza settori strategici per il futuro del Paese.

L’assemblea ha ribadito che la difesa di Nms non riguarda solo chi lavora nel gruppo, ma la tutela della ricerca come bene pubblico, una battaglia che proseguirà anche nelle prossime ore davanti al tavolo ministeriale. quando al Mimit Invitalia presenterà le ipotesi di salvataggio. Se una proposta sarà ritenuta credibile, l’azienda potrà sospendere la procedura.