Padova si conferma apripista a livello nazionale nella battaglia per la dignità del lavoro e la protezione dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro. Il Consiglio comunale ha infatti approvato una mozione di straordinario rilievo sociale che fa della città del Santo il primo Comune in Italia ad adottare un simile provvedimento. L’iniziativa, nata su forte impulso della Fillea Cgil Padova e fatta propria dal Partito Democratico con primo firmatario il consigliere Pietro Bean, sostiene la proposta di legge nazionale (C. 2904) promossa dall’On. Chiara Gribaudo per garantire l’accesso gratuito al patrocinio a spese dello Stato a chi perde un caro sul lavoro o riporta invalidità gravissime.

Allo stesso tempo, la mozione impegna la Giunta a introdurre un pacchetto straordinario di welfare comunale, con gratuità per nidi, scuole dell’infanzia, mense scolastiche e rimborsi per i libri di testo a favore dei figli delle vittime. Il 19 ottobre, in mattinata, la presentazione della mozione in una conferenza stampa a cui erano presenti il segretario generale della Fillea Cgil Padova, Benedetto Truppa, accompagnato dal funzionario della categoria, Antonio Alaia, e il segretario generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer.

I partecipanti alla conferenza stampa di presentazione dalla mozione. Da dx, Gianluca Badoer, segretario generale Cgil Pd, Benedetto Truppa e Antonio Alaia (Fillea Cgil Pd) e il Consigliere Bean

“Innanzitutto – è intervenuto Benedetto Truppa, segretario generale della Fillea Cgil di Padova – come Fillea Cgil, vogliamo ringraziare il Comune di Padova per la grande disponibilità dimostrata verso la nostra richiesta. Padova è il primo Comune d’Italia ad approvare questa mozione e fa da apripista rispetto alla politica che la Fillea sta portando avanti su tutto il territorio nazionale. Nel vivere quotidiano del settore edile tocchiamo con mano la drammaticità non solo dei decessi, ma anche delle famiglie che si ritrovano catapultate in condizioni di estrema difficoltà. Oltre al dolore devastante, i familiari devono gestire la sostenibilità economica quotidiana e affrontare iter giudiziari complessi e lunghissimi, che spesso iniziano dopo anni e di cui non riescono a sostenere i costi”.

Un sistema di prevenzione e tutele contro la piaga dei subappalti

“Le radici di questa battaglia – ha proseguito Truppa – affondano nella nostra piattaforma programmatica denominata ‘La Repubblica delle vittime del dovere’. Per sostenere concretamente le persone colpite, oltre al gratuito patrocinio statale previsto dalla legge Gribaudo, mettiamo a disposizione anche la forza della Bilateralità del settore delle costruzioni, l’unico comparto dotato di una rete paritetica capace di operare come osservatorio e presidio di legalità. Attraverso i nostri enti e le Casse Edili siamo pronti a collaborare attivamente con il Comune fornendo l’assistenza e le segnalazioni necessarie. Tuttavia, il tema della sicurezza non si limita all’intervento a tragedia avvenuta: occorre incidere direttamente nelle dinamiche degli appalti”.

“Perché la verità – ha aggiunto il dirigente del sindacato degli edili, ponendo l’accento sulle cause strutturali dell’emergenza – è che nei cantieri assistiamo a una drammatica deregulation alimentata dalla proliferazione dei subappalti a cascata. Questa catena speculativa porta con sé il taglio dei costi della sicurezza, la frammentazione dei controlli e l’uso di contratti pirata. A ciò si affianca la piaga dei ‘diplomifici della sicurezza’ e della formazione esclusivamente online, che rilascia attestati senza un reale addestramento sul campo. La sicurezza nei cantieri richiede formazione esperienziale in presenza e controlli rigidi. I numeri provinciali sono spaventosi e in continuo peggioramento: nella sola provincia di Padova registriamo già 16 decessi nei primi otto mesi del 2026, di cui ben 13 avvenuti proprio nel comparto delle costruzioni, con una forte incidenza tra i lavoratori anziani ultra-sessantenni e i lavoratori immigrati”.

Una questione di civiltà e di riscatto sociale

A tirare le fila del ragionamento è Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova, che ha tracciato la cornice etica e politica dell’iniziativa: “Chi perde la vita lavorando non può essere frettolosamente archiviato come una vittima del dovere: chi muore sul lavoro è prima di tutto una vittima del bisogno, costretto ad accettare ritmi e condizioni di insicurezza pur di portare il pane a casa e garantire il sostentamento alla propria famiglia. Non siamo di fronte a una fatale fatalità o a un mero incidente, ma a veri e propri operaicidi generati da un sistema economico che baratta la tutela della vita umana con la corsa al ribasso dei prezzi. I numeri tragici di Padova e del Veneto, che collocano il nostro territorio ai vertici delle classifiche nazionali per mortalità, non ci lasciano scelta: intervenire non è più rinviabile. La mozione approvata a Padova rappresenta un atto concreto di restituzione sociale e un imperativo morale. Garantire la gratuità dei servizi scolastici e la tutela legale alle famiglie colpite significa affermare che le istituzioni e il sindacato non lasciano solo chi ha già pagato il prezzo più alto. È un fatto di civiltà, un primo passo doveroso per spezzare il ricatto tra lavoro e sopravvivenza”.

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