Sono almeno 100 le morti nelle costruzioni tra gennaio e luglio 2026 in Italia (86 in edilizia e 14 negli impianti fissi), secondo i dati provvisori Inail elaborati dalla Fillea Cgil. In Veneto sono 9, di cui 3 nella provincia di Treviso, dove si è svolta ieri, 23 settembre, la seconda edizione de “La Repubblica delle vittime del dovere”, la giornata promossa da Fillea Cgil e dedicata ai familiari di chi è caduto sul lavoro, trasmessa in diretta streaming anche da Collettiva. Una nuova occasione per chiedere alla politica di approvare, prima della fine della legislatura, la proposta di legge n. 2904 del 27 aprile 2026, che introduce il gratuito patrocinio per i familiari delle vittime, indipendentemente dal reddito. La proposta è stata sottoscritta da tutte le forze politiche, maggioranza e opposizioni, ed è ferma in Parlamento da mesi.
“Non bastano i cordogli del giorno delle stragi sul lavoro e nemmeno l’ipocrisia dei numeri che, in aumento o in diminuzione, sono sempre troppi e inaccettabili. Dietro quei numeri, infatti, ci sono i nomi delle vittime del dovere che lo Stato non ha saputo proteggere e anche quelli dei loro familiari, a cui troppo spesso non viene garantito nemmeno l’accesso e l’effettività del diritto alla difesa”, dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.
Tra le vittime del dovere c’è Mattia Battistetti, morto il 29 aprile 2021 a seguito di un infortunio sul lavoro. La giornata di questo 23 settembre coincide con il suo compleanno e a lui è dedicato lo spettacolo “El paron è sempre assolto” di e con Donatella Allegro, con le musiche di Daniele Branchini, che ha chiuso l’iniziativa. Lo spettacolo è stato preceduto da una tavola rotonda con i familiari delle vittime di tutta Italia e Monica Michielin, madre di Battistetti. Il processo sulla morte di quest’ultimo si è concluso il 18 marzo 2026 con l’assoluzione, perché il fatto non sussiste, dei datori di lavoro delle imprese coinvolte, Bordignon Costruzioni srl e Altedil srl. Sono stati condannati il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (Cse) e altri due lavoratori. Le motivazioni della sentenza sono state depositate dopo 180 giorni. “Esprimiamo il pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle sue decisioni. Ma riponiamo altrettanta fiducia nella Procura di Treviso affinché ricorra in appello contro questa sentenza”, afferma Di Franco.
(Montaggio video di Carlo Ruggiero)




























