Investe un operaio sull’A14 e scappa. Sono gravi le condizioni di un 24enne investito la notte scorsa, 30 ottobre, mentre era al lavoro in un cantiere nel tratto marchigiano dell’autostrada all’altezza del territorio di Pedaso, provincia di Fermo, in direzione Nord. A investirlo sarebbe stata un’auto il cui conducente non si è fermato per prestare i soccorsi. La Polizia stradale di Porto San Giorgio sta cercando di identificarlo vagliando le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza dislocate in vari punti. Secondo quanto emerso, il 24enne intorno alle 2.30 era impiegato nella sistemazione della segnaletica stradale; soccorso dai colleghi di lavoro prima e dai sanitari del 118 poi è stato trasferito in codice rosso all’ospedale regionale di Torrette a seguito dei traumi riportati, in particolare al torace e alle gambe. Sul posto dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e personale dell’ispettorato del lavoro. 

Cgil Fermo: “Fatto grave. La sicurezza nei cantieri non può essere affidata al caso”

La Cgil di Fermo ha espresso profonda preoccupazione e grande sconcerto per quanto accaduto. “In questo momento, il nostro primo pensiero va al giovane lavoratore, al quale rivolgiamo i più sinceri auguri di pronta e completa guarigione, esprimendo a lui e alla sua famiglia tutta la nostra vicinanza e solidarietà – ha scritto in una nota il segretario generale Alessandro De Grazia –. Ci auguriamo che possa superare al più presto questo difficile momento”.

“Quanto accaduto – ha proseguito – è di una gravità assoluta e richiama, ancora una volta, l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza effettive a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, soprattutto a chi svolge attività particolarmente esposte al rischio, come gli interventi di manutenzione e sistemazione della segnaletica lungo le autostrade. È fondamentale che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità, sia rispetto alla condotta del veicolo che ha investito il lavoratore, sia rispetto alle condizioni di sicurezza nelle quali si stava svolgendo l’intervento”.

“Chi lavora in un cantiere, anche stradale e autostradale, deve poterlo fare in condizioni di sicurezza – si legge nel comunicato –. Non possono esserci margini di approssimazione né situazioni nelle quali la tutela dell’incolumità dei lavoratori venga lasciata al caso. Le aziende hanno il dovere e la responsabilità di verificare che tutte le misure di prevenzione e protezione siano concretamente adottate e rispettate, garantendo che ogni attività si svolga in condizioni di sicurezza. La sicurezza sul lavoro non è un adempimento burocratico, ma un diritto fondamentale e una responsabilità precisa. Non possiamo continuare a considerare gli infortuni sul lavoro come tragiche fatalità: occorre prevenire, vigilare e intervenire affinché ogni lavoratrice e ogni lavoratore possa tornare a casa al termine del proprio turno”.

La Cgil di Fermo, ha concluso il segretario, seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda, auspicando che gli accertamenti facciano piena chiarezza su quanto accaduto.

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