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Assemblea oggi della Fiom Cgil a Messina contro i 13 licenziamenti annunciati dai Cantieri navali dello Stretto, società del gruppo Caronte & Tourist. L’appuntamento è alle ore 13, alla riunione partecipano tutti i lavoratori impegnati nel cantiere navale, incluso quelli dell’indotto.
“Una decisione inaccettabile”, dicono i segretari generali di Fiom Sicilia Francesco Foti e Fiom Messina Daniele David, il segretario generale Cgil Messina Pietro Patti e il coordinatore della cantieristica navale Serafino Biondo: “Se il gruppo Caronte non cambia linea aziendale, la mobilitazione sarà inevitabile”.
Il licenziamento collettivo, evidenziano i dirigenti sindacali, è “finalizzato esclusivamente al risparmio sul costo del lavoro e non supportato da effettive esigenze tecnico-organizzative o produttive”. La Fiom rileva la “genericità delle motivazioni addotte, non individuando un nesso causale tra la riduzione dei costi e i posti soppressi nel momento in cui, come denunciato nei mesi scorsi, nel cantiere le pratiche di appalto intervengono nell’80 per cento del processo produttivo”.
Foti, David, Patti e Biondo sottolineano il “debito enorme che il gruppo ha con la città”, cui chiedono di “schierarsi dalla parte degli operai contro un evidente abuso datoriale che aggrava la già insostenibile condizione occupazionale ed economica della città”.
I quattro esponenti sindacali così concludono: “Questi licenziamenti avvengono in un gruppo privato che, nei fatti, ha il quasi totale monopolio delle attività di traghettamento, che beneficia di risorse pubbliche in una città che gli garantisce enormi profitti pagandone il prezzo in termini di sicurezza delle persone, di congestionamento del traffico urbano e di inquinamento ambientale, con la quale hanno dunque un debito considerevole”.






















