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Incontro mercoledì 1° luglio a Roma tra Fiom Cgil nazionale e Federmeccanica per discutere in merito allo stato dell’industria metalmeccanica italiana, sulla base dell’indagine realizzata a cura del Centro studi Fiom Cgil. Sono intervenuti il direttore Federmeccanica Stefano Franchi, la responsabile Relazioni industriali Daniela Dario, il direttore (Massimo Longhi) e la responsabile (Elena Falcone) del Centro studi Federmeccanica.
“L’obiettivo – spiegano la segreteria nazionale Fiom Cgil (Michele De Palma, Luca Trevisan, Barbara Tibaldi, Samuele Lodi, Silvia Simoncini) e Matteo Gaddi (Centro studi Fiom Cgil) - è definire un percorso di confronto per avanzare proposte di politica industriale, rilanciare programmazione e pianificazione e tutelare l’occupazione. A tal fine è necessario attivare l’osservatorio previsto dal ccnl di Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm, per rilanciare l’industria e l’occupazione, a partire dai settori strategici, a livello nazionale e di Unione Europea”.
Per la Fiom “nelle filiere strategiche è necessario che lo Stato svolga un ruolo con l’ingresso nell’equity delle imprese e promuovendo anche processi di aggregazione delle piccole imprese. Senza una sovranità sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte a un gap enorme rispetto ad Usa e Cina”.
I metalmeccanici Cgil così concludono: “Il governo italiano ma anche l’Unione Europea devono intervenire con investimenti e politiche industriali per affrontare la transizione ecologica e tecnologica. L’incontro si è concluso con il reciproco impegno ad approfondire le proposte al fine di renderle parte dell’azione politica e dei programmi”.






















