“La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto ieri ha prodotto due importanti risultati. Il primo è che in Regione Puglia tutte le istituzioni, quindi Regione Puglia, sindaco di Taranto, presidente della provincia e tutti i capigruppo di tutti i partiti del consiglio regionale, da sinistra a destra, hanno approvato come piattaforma rivendicativa unica della Puglia il testo venuto fuori dalla discussione del consiglio di fabbrica e delle lavoratrici e dei lavoratori diretti della centrale elettrica, dell’indotto e degli appalti. Quella piattaforma dice delle cose fondamentali: a Taranto, se si deve produrre acciaio, lo si deve fare con un nuovo ciclo produttivo, con i forni elettrici, si deve abbandonare l’utilizzo del carbone, dobbiamo rivendicare investimenti per le bonifiche, ci devono essere le garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, sia diretti, sia della centrale elettrica, sia dell’indotto che degli appalti. Il secondo risultato importante è che proprio quella lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Taranto ha provocato la convocazione a palazzo Chigi per il 27 ottobre. Lì noi rivendicheremo che tutto quello che è scritto nella piattaforma sindacale sia attuato con un percorso che guarda al futuro produttivo, alla cosiddetta decarbonizzazione, da compiere attraverso l’intervento dello stato in forma maggioritaria. Queste sono le cose che noi riporteremo non solo al governo, ma anche all’interno del territorio. E sia chiara una cosa: o ci danno quello che c’è scritto nella piattaforma e che ci meritiamo, perché Taranto ha pagato e non può continuare a pagare sotto tutti i punti di vista, sia lavorativo che ambientale che della salute, o torneremo a mobilitarci in tutte le forme che avete visto fino a questo momento”
Giovanni D’Arcangelo, segretario generale Cgil Taranto
Ilva. D’Arcangelo, Cgil Taranto: “O ci danno quello che chiediamo o sarà ancora mobilitazione”


Parla il segretario generale della Camera del Lavoro dopo la giornata di protesta ieri a Bari. Al centro delle rivendicazioni la piattaforma: “nuovo ciclo produttivo, forni elettrici, decarbonizzazione, bonifiche e garanzie occupazionali per i dipendenti diretti, addetti della centrale elettrica, indotto e appalti
16 ottobre 2026 • 12:47























