Anche nel Grossetano le Brigate del Lavoro della Flai Cgil sono andate direttamente nei luoghi di ritrovo dei  braccianti per incontrare chi ogni giorno viene caricato sui furgoni e portato a lavorare nei campi, nelle vigne, negli uliveti e nei boschi. In una sola mattina hanno intercettato oltre 400 lavoratori. Molti, soprattutto migranti, raccontano turni che possono arrivare a 12 ore al giorno, con appena 4 ore retribuite.

Eccolo il significato di “sindacato di strada”: raggiungere lavoratrici e lavoratori spesso invisibili, informandoli sui loro diritti e facendo emergere situazioni di sfruttamento e caporalato. Il lavoro delle Brigate della Flai Cgil ha già prodotto un primo risultato: la situazione è arrivata all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, che ha ascoltato il sindacato insieme alle istituzioni e alle parti sociali.

Ma la battaglia continua: contro il caporalato servono controlli, trasporti sicuri, trasparenza negli appalti e un collocamento pubblico che spezzi il potere degli intermediari. Perché legalità, dignità e diritti sul lavoro non sono negoziabili.