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Un lungo applauso ha accolto l’ingresso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al teatro alla Scala, per la celebrazione dei 120 anni della Cgil. Il Capo dello Stato è stato ospite all'appuntamento che è partito alle 11.30 alla Scala di Milano. L'evento, dal titolo “La persona al centro”, è stato dedicato alle lotte e alle conquiste della Cgil in questi 120 anni attraverso le parole, la musica e le immagini di numerosi artisti. Tra questi Lella Costa, Angela Finocchiaro, Stefano Massini e Lodo Guenzi.
Landini a Mattarella: la sua presenza ci onora
Le conclusioni sono state pronunciate dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha esordito ringraziando Mattarella: “La sua presenza ci onora. Lei è il garante riconosciuto dell’unità della nostra Repubblica, il garante della nostra Costituzione che non esclude nessuno, indipendentemente dalla provenienza, dalla religione e dal colore della pelle”.
E ancora, ha aggiunto Landini: “La ringrazio per la sua costante sensibilità e vicinanza alle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, al mondo del lavoro tutto, che lotta per il riconoscimento pieno dei propri diritti, a partire dalla sicurezza in tutti i posti di lavoro. Si deve vivere di lavoro, non morire”.
L'aumento delle spese militari colpisce stipendi, sanità, istruzione
Il leader di Corso d'Italia ha poi affrontato i principali temi del dibattito sociale e politico. A partire dalle spese militari: “L'aumento delle spese militari non determina più sicurezza, ma va a discapito dei necessari investimenti in salari, sanità, istruzione, nuove politiche industriali ed occupazionali, e mette in discussione, in Italia e in Europa, la tenuta del nostro modello sociale”, ha detto.
Così in un altro passaggio dal palco: “Non ci sono mai stati tanti conflitti armati come oggi, spesso dimenticati. La guerra è tornata nell'ordine naturale delle cose, si sta sostituendo alla politica e alla diplomazia. Il diritto internazionale è calpestato in Ucraina, a Gaza, in Cisgiordania, in tutto il Medio Oriente e in tante altre parti del globo. Tutto questo sta determinando una pericolosa ed inaccettabile corsa al riarmo, compreso quello nucleare, che coinvolge anche la nostra stessa Europa”.
Bisogna costruire la pace disarmata
Tutte queste scelte, per la Cgil, “non hanno nulla a che vedere con la costruzione di una politica di difesa comune europea”. Landini ha citato il Papa: “Noi vogliamo essere costruttori di una pace disarmata e disarmante. Vogliamo essere costruttori di un Europa che si fondi sulla cooperazione, sul riconoscimento del multilateralismo, sul superamento delle politiche di austerità e che costruisca un nuovo modello sociale europeo”.
I lavoratori devono essere protagonisti del cambiamento tecnologico
Un motivo ricorrente di queste giornate è stato quello dell'intelligenza artificiale. Per Landini “la rivoluzione tecnologica in atto, dall'intelligenza artificiale agli algoritmi, alla digitalizzazione, alla robotica, a nuove forme di organizzazione del lavoro, sta trasformando tutte le attività del nostro mondo”. Il processo è però in mano a “pochi attori privati, dotati di risorse e capacità superiori a quelle di molti Stati, con la forza di potersi sostituire alla politica”.
“Questo processo - a suo avviso - non è neutro ed il suo esito non è scontato: dipende da chi lo progetta, lo governa, lo indirizza, lo controlla e l'utilizza. E per quali fini etici, sociali ed economici”. E dunque: “Affinché le lavoratrici e i lavoratori siano protagonisti e non spettatori di questo cambiamento, si pone la necessità di conquistare ed esercitare nuovi diritti di partecipazione e di contrattazione. da esercitare già nella fase di progettazione del cambiamento nei luoghi di lavoro”.
Transizione ecologica, serve un intervento pubblico
Inevitabile un passaggio sulla crisi ambientale e il cambiamento climatico. “È il momento di scegliere - per il segretario -. affrancandosi dalle fonti fossili e investendo sulle fonti rinnovabili: il sole, l'aria, l'acqua e la terra sono un patrimonio universale che deve essere accessibile a tutta l'umanità, non al servizio del mercato e delle guerre”. La transizione “ha bisogno di un'assunzione di responsabilità sociale delle imprese e di un nuovo intervento pubblico, che insieme devono garantire alle persone tutti gli strumenti necessari, dal sostegno al reddito, alla formazione, a nuovi investimenti nei settori e nelle filiere strategiche”.
Basta muri per i migranti, costruire accoglienza
Per i migranti si stanno costruendo muri, bisogna invertire la rotta e costruire una politica di accoglienza. Questo un altro passaggio di Maurizio Landini: “Verso i migranti non vanno costruiti muri ma ponti e accoglienza. Un nuovo modello di sviluppo sostenibile è la condizione per affermare il diritto a restare, affinché la migrazione possa essere una scelta e non una costrizione”.
L'Assemblea programmatica della Cgil
Il segretario generale ha dettato le prossime tappe nel cammino della Cgil: “Tra poche settimane daremo vita a un'importante assemblea programmatica, per aggiornare il programma fondamentale e indicare le nostre proposte per il futuro della democrazia, del lavoro e del Paese”.
Landini ha concluso così il suo intervento: “I 120 anni della Cgil non sono soltanto memoria, sono responsabilità e coraggio. Responsabilità verso chi ci ha preceduto e soprattutto verso chi viene dopo di noi. Il coraggio di non rinunciare all'utopia del futuro e della trasformazione della società. Qui ed ora”. La storia dunque “è anche la nostra responsabilità e il nostro futuro. Tanti auguri Cgil, buon lavoro a tutte e tutti noi”.






















