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“Mentre siamo ancora in attesa che Rheinmetall, dopo mesi di inutili discussioni, chiarisca il futuro degli stabilimenti italiani e dia le garanzie chieste, al pari di quanto fatto in Germania, apprendiamo da una lettera inviata dall’amministratore delegato Armin Papperger, che l’azienda vive una fase di forte crescita”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil).
“Il portafoglio ordini è di 80 miliardi di euro, sono previste vendite da 14 miliardi (+10 miliardi in sei anni)”, proseguono i due esponenti sindacali: “Ci saranno, inoltre, investimenti e acquisizioni in Europa, la nascita di Naval Systems e una fase di espansione senza precedenti. Liquidare i lavoratori dei siti di Livorno e Lanciano con un semplice ‘le strade si separano per validi motivi’ sia oltremodo offensivo. Dei ringraziamenti di Rheinmetall ce ne facciamo poco, quello che pretendiamo sono risposte”.
Rheinmetall nel nostro Paese consolida la propria presenza tramite “joint venture, come Leonardo-Rheinmetall ‘LRMV’, mentre si discute dell'ammodernamento dell'esercito italiano e di programmi che valgono complessivamente oltre 23 miliardi di euro nell'arco di dieci anni. Si parla di miliardi di investimenti pubblici, di nuovi programmi industriali, di produzione nazionale e di rafforzamento della capacità produttiva”.
Lodi e D’Alessio così concludono: “Crediamo che sia giunta l’ora di pretendere risposte e garanzie concrete da Rheinmetall, che nei prossimi anni macinerà utili grazie ai soldi dei contribuenti italiani. La dignità delle lavoratrici e dei lavoratori italiani non valgono meno di quella di altri lavoratori di altri Paese. Ci aspettiamo che al tavolo al Mimit del 19 ottobre si arrivi alla definizione di un accordo che preveda tutte le garanzie utili a tutelare gli stabilimenti e l’occupazione. Non accetteremo di subire una vendita che metterebbe in pericolo centinaia di posti di lavoro”.






















