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Il piano industriale va migliorato e il numero degli esuberi rimane troppo elevato. Questa la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Uglm nell’incontro che si è tenuto giovedì 8 ottobre a Roma con la direzione di Electrolux, in cui la multinazionale degli elettrodomestici ha dettagliato il numero degli esuberi per ciascun stabilimento.
Nelle prossime due settimane i sindacati terranno le assemblee in tutti i luoghi di lavoro in vista della ripresa del negoziato. Il vertice definitivo tra Electrolux, governo e sindacati è fissato al ministero delle Imprese per giovedì 29 ottobre, nel quale dovrebbe essere sottoscritto un accordo.
Il numero complessivo ammonta a 1.250 uscite, cui si sommano sia i lavoratori con contratto a termine che non verranno riconfermati sia coloro che sono già usciti nel frattempo (fra gli operai: 50 a Solaro, 191 a Susegana, 166 a Porcia, 146 a Forlì, 77 a Cerreto d’Esi, 20 nella ricerca e sviluppo; fra gli impiegati: 246 a Porcia e Pordenone, 26 a Solaro, 173 a Susegana, 87 a Forlì e 68 a Cerreto d’Esi). Divise per funzioni, le uscite sono 313 in prodotto, ricerca e sviluppo, 152 nelle operation e 135 nello staff di supporto.
Per lo stabilimento di Susegana (Treviso), ad esempio, sono 364 le uscite preventivate da Electrolux, divise in 173 impiegati e 191 operai (quest’ultimi scenderebbero dai 696 di oggi a 505 unità). Per quanto riguarda le prospettive dell’impianto, la multinazionale svedese ha assicurato la prosecuzione dell'ufficio acquisti centrale per l'Italia.
Sindacati: “Il numero degli esuberi va ridotto”
“Abbiamo chiesto di migliorare il piano industriale, in particolare mantenendo a Porcia l’intera produzione di lavasciuga, e di ridurre il numero complessivo degli esuberi, che presuppone da parte aziendale aumenti di efficienza del 7 per cento annuo che reputiamo abnormi”, spiegano Fiom, Fim, Uilm e Uglm.
Le quattro sigle evidenziano che “il criterio della non opposizione delle uscite, per garantire un’effettiva volontarietà, implica che non si sopprimano intere funzioni e che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali sia a rotazione, senza forzature né per i lavoratori con ridotte capacità né per i colletti bianchi”.
Fiom, Fim, Uilm e Uglm chiedono al governo di “rifinanziare i contratti di espansione e a Electrolux di farvi ricorso, per favorire non solo l’aggancio della pensione per chi ne ha la possibilità ma anche un ricambio con assunzione di nuove risorse”.
Per quanto riguarda Cerreto d’Esi (dove gli esuberi sono 170, ossia i lavoratori dell’inytero stabilimento) i sindacati hanno chiesto di “mantenere la produzione attuale fino all’attivazione di eventuali soluzioni alternative; la direzione aziendale si è detta pronta a recepire la nostra richiesta di effettiva continuità produttiva. Di conseguenza riteniamo necessario sin dal prossimo incontro confrontarci su un testo che fissi impegni vincolanti e trasparenti”.
























