“Il lancio della nuova Lancia Gamma, pur essendo una novità importante per lo stabilimento di Melfi, non risolve certamente la grave crisi che ancora investe l’impianto e che interessa tutto il settore automotive del Paese”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil).

“Fondamentale sarà capire - proseguono i due dirigenti sindacali - come la nuova produzione Stellantis impatterà sulla componentistica locale che da anni vive una profonda crisi. Crisi determinata dai bassi volumi, e che certamente non troverà soluzione con il solo lancio di modelli medio alti”.

La Fiom da anni chiede che per il nostro Paese “siano previste produzioni mass market in aggiunta alle attuali, come nel caso di Mirafiori, dove è ovvio oramai che la sola 500 non basta a garantire le 100 mila vetture annunciate, o anche Pomigliano dove bisognerà aspettare il 2028 per l’avvio delle nuove e-car. Solo la produzione di auto e veicoli di massa possano garantire volumi tali da permettere il rientro di tutte le lavoratrici e i lavoratori dagli ammortizzatori sociali che perdurano da anni”.

Lodi e D’Alessio così concludono: “Riteniamo che per il governo sia giunto il momento di smetterla di cercare nemici e cause oltre i confini nazionali, impiegando invece le proprie energie e risorse a mettere in campo iniziative che abbiano come obbiettivo quel famoso milione di veicoli più volte annunciato dal ministro Urso. Ricordiamo infatti che il governo ha deciso di tagliare il fondo automotive (che era di 8 miliardi di euro) per poi ricostituirlo con una misera dotazione di 1,6 miliardi dal 2026 al 2030”.