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Al via la mobilitazione nelle società italiane del Gruppo Euronext. Lo annunciano Fabi, Fisac Cgil e First Cisl, sottolineando che, mentre i soci discutono delle nomine in Borsa Italiana, “Milano e Roma si svuotano di competenze e professionalità: in gioco ci sono lavoro, know-how e il futuro dei dipendenti”.
Le organizzazioni sindacali chiariscono di non voler entrare nella disputa sui nomi né nella contesa tra azionisti, ma richiamano l’attenzione su questioni che ritengono ancora irrisolte.
Ricordano infatti che già nell’estate del 2024 le lavoratrici e i lavoratori delle società italiane del Gruppo Euronext avevano scioperato, aprendo una vertenza approdata anche al ministero delle Imprese e del Made in Italy sui temi della governance, della tutela dell’occupazione e delle professionalità, degli investimenti e delle relazioni industriali.
Secondo Fabi, Fisac Cgil e First Cisl, oggi lo scontro sulle nomine rischia di distogliere l’attenzione dalle priorità reali: il ruolo dell’Italia nel gruppo, il presidio industriale, la tutela del lavoro e il rischio di una progressiva dispersione di competenze e know-how verso altre piazze finanziarie.
Per i sindacati è quindi necessario riportare il confronto su relazioni sindacali stabili e costruttive, presentazione del piano industriale, investimenti adeguati, gestione trasparente dei processi di innovazione e rapida conclusione del contratto integrativo aziendale.
“Di fronte al perdurare delle chiusure aziendali e all’assenza di una reale volontà negoziale, la mobilitazione è la risposta necessaria”, concludono Fabi, Fisac Cgil e First Cisl, annunciando l’avvio delle procedure per proclamare lo sciopero nelle aziende italiane del Gruppo Euronext.






















