“Ieri si sono tenute le prime mobilitazioni negli stabilimenti italiani di Baomarc, contro la scelta della proprietà di perseguire la via del fallimento, dopo il mancato raggiungimento della firma sulla chiusura della composizione negoziata della crisi”. A dirlo sono i dirigenti Fiom Samuele Lodi (segretario nazionale), Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive), Alfredo Fegatelli (segretario generale Chieti) e Luca Pettigiani (Fiom Cgil Torino).

“A Chivasso e a Lanciano i lavoratori dopo l'assemblea hanno scioperato e nel sito di Chivasso hanno presidiato gli uffici adiacenti la riunione del Cda; proseguono: “Alla fine della riunione c’è stata una divisione tra i componenti del Consigliov di amministrazione che di fatto rimandano la scelta sulla strada da intraprendere all'incontro di giovedì che si terrà al Mimit”.

I quattro esponenti sindacali evidenziano che “la determinazione dei lavoratori, forti della ragione e della volontà di non far chiudere l'azienda, ha ottenuto un primo positivo effetto che dovrà essere confermato attraverso il tavolo al Mimit. Sarebbe un paradosso che un’azienda che in questa fase ha ordini sufficienti e un basso impatto di ammortizzatori sociali possa pensare al fallimento, quando possono essere prese in considerazione altre vie che salvaguardino l'occupazione e il futuro dell'azienda”.

Lodi, D’Alessi, Fegatelli e Pettigiani così concludono: “A questo punto l'incontro di giovedì al ministero diventa uno spartiacque, con i lavoratori pronti alla mobilitazione qualora non ci fossero risposte positive”.