Chi occupa un aeroporto per difendere il proprio posto di lavoro, chi pianta una tenda perché non riesce a pagare l’affitto, chi blocca le strade per protestare contro il caro carburanti. L’Italia delle vertenze sociali e produttive attraversa una nuova stagione di mobilitazioni, con proteste che coinvolgono operai, studenti, autotrasportatori, agricoltori e lavoratori di diversi settori.

Al centro delle rivendicazioni, salari, occupazione, costo della vita e servizi pubblici. Questioni sulle quali le organizzazioni sindacali e le associazioni chiedono al governo Meloni interventi urgenti.

Ex Ilva, la fabbrica che non si arrende

Da Taranto a Genova, passando per gli altri stabilimenti del gruppo, continua la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva. Dopo gli scioperi della scorsa settimana e l’occupazione della Prefettura di Genova, ieri mattina gli operai di Cornigliano hanno raggiunto e occupato l’area partenze dell'aeroporto Cristoforo Colombo.

A riaccendere la protesta è l'annuncio di un ulteriore ricorso alla cassa integrazione. Il decreto approvato dal governo il 13 ottobre prevede risorse e misure di tutela, ma per Fim, Fiom e Uilm restano irrisolti i nodi del piano industriale, dell’occupazione e della transizione ambientale. I sindacati chiedono garanzie sulla continuità produttiva e un ruolo pubblico nel rilancio della siderurgia.

Studenti, le tende contro il caro affitti

Da Milano a Roma gli universitari sono tornati ad accamparsi nelle piazze. La mobilitazione dell’Udu, l’Unione degli universitari, è arrivata davanti a Montecitorio con lo slogan “Cara Italia, quanto ci costi?”. La richiesta riguarda alloggi accessibili, maggiori borse di studio e investimenti nell'università pubblica. Gli organizzatori chiedono almeno sette miliardi per istruzione superiore e diritto allo studio, denunciando il peso crescente degli affitti sui bilanci delle famiglie.

Autotrasportatori, il Sud si ferma

Il caro carburanti, l’aumento dei costi di gestione e i margini di guadagno sempre più ridotti alimentano il malcontento degli autotrasportatori. A pesare sono soprattutto il prezzo del gasolio, i pedaggi autostradali, le assicurazioni e le spese di manutenzione dei mezzi. I manifestanti denunciano inoltre la concorrenza al ribasso, i ritardi nei pagamenti e la difficoltà di adeguare le tariffe all’aumento dei costi.

Agricoltori e pescatori, la protesta si allarga

Dal gasolio agricolo ai fertilizzanti, dall'energia ai mangimi, i costi di produzione continuano a mettere sotto pressione le aziende agricole. Gli agricoltori denunciano prezzi riconosciuti ai produttori spesso insufficienti a coprire le spese, mentre i consumatori pagano sempre di più i prodotti sugli scaffali. A complicare il quadro ci sono gli effetti della crisi climatica, la siccità, gli eventi meteorologici estremi e la concorrenza delle importazioni.

Salari e pensioni, la mobilitazione nazionale

Sabato 17 ottobre la Cgil e oltre cento associazioni hanno manifestato a Roma per chiedere aumenti salariali, pensioni più alte, contrasto alla precarietà, un fisco più progressivo e maggiori investimenti nel welfare. La piattaforma della Via Maestra comprende anche la sicurezza sul lavoro, il diritto alla casa, la tutela dell’ambiente e la contrarietà all’aumento delle spese militari. Il prossimo appuntamento di mobilitazione annunciato dalla Cgil è lo sciopero generale del 20 novembre.