Un argine esplicito contro infiltrazioni criminali e dumping contrattuale, ma anche un banco di prova per la qualità del lavoro nei grandi cantieri del Mezzogiorno. È questo il significato del Protocollo di legalità firmato a Napoli per la bonifica e la rigenerazione urbana dell’area di Bagnoli-Coroglio, un passaggio destinato a pesare anche in vista della America’s Cup 2027.

L’intesa – sottoscritta in Prefettura con istituzioni, enti ispettivi e sindacati di categoria – introduce strumenti che puntano a rafforzare controlli e trasparenza lungo tutta la filiera degli appalti.

Stop al subappalto a cascata

Tra i punti qualificanti c’è il divieto di subappalto a cascata, insieme all’obbligo di tracciabilità e a un rafforzamento dei controlli nei cantieri. Misure che, nelle parole del segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, fanno di questo accordo “uno dei protocolli più avanzati soprattutto per quel che attiene il dumping contrattuale”.

Di Franco insiste sul carattere operativo dell’intesa: “Uno strumento operativo che accompagnerà tutte le fasi della trasformazione dell’area”. E chiarisce il nodo politico e sociale sotteso: “Con questo protocollo si tenta di tenere fuori la camorra dal grande affare di Bagnoli”.

Accanto alla dimensione repressiva, il testo interviene anche su formazione e sicurezza, con il coinvolgimento del sistema bilaterale dell’edilizia e l’introduzione di strumenti come il badge di cantiere, pensati per rendere più trasparente l’organizzazione del lavoro.

Sicurezza, contratti e controlli

Sul piano territoriale, il segretario della Fillea Napoli Giuseppe Mele sottolinea la necessità che gli impegni non restino sulla carta: “Legalità e sicurezza non possono essere solo enunciate: devono essere garantite ogni giorno nei cantieri”. Da qui la richiesta di verifiche puntuali sulle imprese, piena applicazione dei contratti e “tolleranza zero verso ogni forma di irregolarità”.

Mele richiama anche esperienze recenti – dagli interventi legati al Pnrr alla ricostruzione di Ischia – per ribadire che strumenti di questo tipo funzionano “se applicati fino in fondo”.

Il richiamo della Cgil: legalità e sviluppo

A sottolineare il valore più generale dell’intesa è anche il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che definisce il protocollo “un ulteriore tassello contro i possibili tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata e un obiettivo avanzato per quanto riguarda gli accordi istituzionali”.

Ricci collega esplicitamente l’accordo alle esperienze già maturate in grandi eventi nazionali, come Cortina 2026 e il Giubileo di Roma 2025, evidenziando come proprio da quei precedenti derivi l’impostazione attuale: “il protocollo sulla sicurezza, gli appalti e i sub appalti, il rispetto dei contratti nazionali di lavoro, sulla legalità, la qualità e la dignità del lavoro”.

Non manca però un richiamo alla necessità di allargare il coinvolgimento: secondo Ricci, il percorso dovrà prevedere “un coinvolgimento più intenso e differente delle associazioni, dei movimenti di Bagnoli e dei cittadini del quartiere”.

Oltre l’evento, la partita industriale

Resta infine il nodo della prospettiva: l’accordo guarda all’America’s Cup, ma ambisce a incidere ben oltre l’evento. La trasformazione di Bagnoli viene letta come un’occasione per costruire sviluppo stabile e lavoro regolare, evitando che grandi investimenti si traducano in nuove aree grigie.