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Un flash mob a Roma davanti al Colosseo, sul Ponte dei Serpenti, ha dato il via oggi (5 marzo) a una giornata di mobilitazione in tutta Italia in scuole e università organizzata dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari. Una protesta contro il piano di riarmo europeo e a sostegno dello sciopero studentesco in Germania e di altre iniziative promosse in diversi Paesi europei che hanno di mira anche i diversi progetti di leva militare volontaria.
La mobilitazione, si legge in una nota della Rete, “arriva mentre nel mondo cresce l’escalation bellica e l'incapacità del governo Meloni è sempre più evidente. Mentre continua il genocidio in Palestina e dopo le varie aggressioni degli ultimi mesi, gli attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno aperto un nuovo e pericoloso fronte di guerra in Medio Oriente, con bombardamenti, vittime civili e il rischio concreto di un conflitto regionale più ampio”.
Gli studenti sottolineano che “mentre miliardi di euro vengono destinati alle armi e alla militarizzazione, nelle scuole e nelle università mancano fondi, spazi, trasporti e diritti. Il riarmo non rappresenta sicurezza: è una scelta politica che sottrae risorse all’istruzione, al welfare e al futuro della nostra generazione”.
Per questo “rifiutiamo con forza una prospettiva che, dopo averci condannati alla precarietà, prova a presentarci l’arruolamento come opportunità. Non accetteremo che scuole e università diventino luoghi di propaganda bellica o bacini di reclutamento”.
La protesta, insieme a quella di studenti e studentesse di tutta Europa, è per “una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono essere investite nell’istruzione, nella sanità e nel welfare, non nelle armi”.
























