“Andiamo in piazza non contro qualcosa ma per qualcosa: per un Paese libero e sicuro”. Così Ilaria Vinattieri di Spin Time lancia la manifestazione nazionale di sabato 19 settembre a Roma. L’appuntamento è alle 14 a Piazza della Repubblica, con un corteo che attraversa le strade del centro e arriva fino a Piazza Vittorio.

“La sicurezza non deve essere fatta di sgomberi, ma di sanità, istruzione e lavoro – spiega -. Ecco perché scenderemo in piazza nella manifestazione in solidarietà a Spin Time”.

“Non si tratta solo delle 400 persone in emergenza abitativa, che hanno dormito nelle tende, ma parliamo di centinaia di uomini e donne che credono che un altro modello di città e di diritto all’abitare sia possibile”.

La situazione di Spin Time non si è risolta, ricorda. “Il tempo di Spin Time non è finito, è ora: dobbiamo costruire un fronte comune contro un governo che ci vuole dividere, noi invece stiamo insieme per parlare dei bisogni reali delle persone ossia casa, salute, istruzione. Ci vediamo in piazza”, conclude.

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Le ragioni della piazza: la casa è un diritto

Dopo la complessa vicenda di Spin Time, gli attivisti hanno lanciato la grande manifestazione nazionale che si svolge sabato. Ecco cosa si legge nella piattaforma rivendicativa: “La casa è un diritto: finché non è garantito a tutti, non possiamo più cedere terreno alla speculazione. Vogliamo un modello Roma che sia solidale e rimetta al centro il diritto all'abitare”.

Nell’arco del tempo, tantissimi i nomi e le prese di posizione a sostegno della battaglia di Spin Time. Tra i molti, è arrivato anche l’appello del mondo della cultura, sottoscritto da importanti registi italiani come Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì e Carlo Verdone. 

I fatti di Spin Time e il diritto all’abitare

Come noto, l’emergenza è scoppiata la sera dello scorso 29 luglio: un incendio originato in un locale tecnico ha costretto all'evacuazione dello stabile occupato dal 2013, presidio fondamentale del quartiere che si è sempre distinto per attività sociali, di accoglienza e solidarietà. “Uno sgombero mascherato”, così l’hanno definito da subito gli avvocati di Spin Time.

Da lì si è sviluppata la vicenda, nel corso dell’estate, che ha poi portato alla ricollocazione temporanea delle famiglie che dormivano nelle tende, senza risolvere definitivamente il problema. E rilanciando con forza la questione della casa, che ormai non si può più rimandare.