Tanti ritardi, numeri mai arrivati, alcuni mai recapitati. Sta succedendo agli oltre 100mila pensionati abbonati a LiberEtà. Il mensile storico dello Spi Cgil , diffuso e promosso su tutto il territorio nazionale grazie all’impegno di centinaia di volontari, sempre più spesso viene inviato in ritardo, o addirittura mai recapitato. A denunciarlo sono Spi e Slc Cgil in una nota congiunta, che lancia un nuovo allarme sulle inefficienze del servizio postale.

Le due organizzazioni sindacali hanno ormai da tempo intrapreso un percorso congiunto di protesta, anche attraverso una campagna di mobilitazione che vuole porre l’accento sulla lenta e progressiva erosione dei servizi territoriali.

Le organizzazioni sindacali esprimono "Preoccupazione per l'impoverimento e lo smantellamento del servizio universale di Poste, quell'insieme di servizi postali di qualità, garantito a tutti gli utenti su tutto il territorio nazionale a prezzi accessibili, indipendentemente dalla posizione geografica”.

Leggi anche

Spi e Slc Cgil sottolineano come spesso a fare le spese dei disservizi di Poste siano soprattutto le persone più fragili, come gli anziani, che a causa dei tagli non ottengono più i loro servizi, come le attività allo sportello e la posta ordinaria. Entrambi presidi di civiltà e cittadinanza attiva, che consentono a migliaia di pensionati di non restare tagliati fuori dalla quotidianità.

“Una cosa - continuano le sigle, in riferimento ai ritardi nelle consegne di LiberEtà - che sembra marginale fra le tante, ma che ha impatti su chi la rivista la produce, perché aumentano le disdette, e su chi avrebbe diritto a riceverla a casa. Per molti di loro uno strumento di conoscenza importante”.

Va aggiunto anche che con il nuovo contratto di programma la consegna passerà da tre giorni a cinque giorni, con gravi ricadute su editoria, giornali e riviste. "Come Spi Cgil e Slc Cgil – concludono le organizzazioni - continueremo a sollecitare risposte concrete da Poste che finora si è dimostrata molto evasiva, ma sollecitiamo anche le istituzioni e la politica a prestare attenzione e a pretendere da un'azienda, che produce utili e che sta espandendo il suo raggio di azione, la garanzia dei servizi universali".

Leggi anche