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Si apre con un’immagine che non lascia indifferenti il nuovo numero di maggio di LiberEtà: una terra trasformata in una bomba con la miccia accesa. È il simbolo di un “Disordine mondiale” che non riguarda solo i conflitti scatenati da leader come Trump, Putin o Netanyahu, ma un intreccio di crisi che mette in serio pericolo i pilastri della nostra convivenza: pace, democrazia, diritti e uguaglianza.
In un momento così delicato, sentiamo il bisogno di “aprire lo sguardo”. È proprio questo l’invito della ventinovesima Festa nazionale di LiberEtà, che si terrà il 10 e 11 giugno nella splendida cornice di Rovereto. Il titolo di quest’anno, “Chissà se fuori…”, è un esortazione a uscire dalle solitudini e dalle chiusure per ritrovare il valore dello stare insieme, della cura e della comunità. Saranno due giorni intensi di incontri e premiazioni, con la partecipazione di ospiti come Lella Costa e Neri Marcorè.
Sfogliando il giornale, troverete diversi approfondimenti: Cesare Salvi analizza le dinamiche del disordine globale, mentre Lorenzo Kamel ci porta nel cuore degli interessi opachi in Medio Oriente e Andrea Romano esplora le radici della discordia in Russia.
Al centro del numero, l’intervista a Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil, definisce i nostri “impegni inderogabili”: due temi emergono con forza: il reddito e la salute. E, insieme, una sfida sempre più urgente – la non autosufficienza – che riguarda milioni di famiglie e che resta ancora troppo spesso senza risposte adeguate.
A questo si collega l’analisi sul nuovo sistema di riconoscimento della disabilità: una riforma che avrebbe dovuto semplificare e che invece rischia di complicare l’accesso ai diritti, tra procedure lunghe e costi crescenti.
Nelle pagine dedicate ai diritti, un altro cambiamento importante: la digitalizzazione delle notifiche pubbliche. Un passaggio che può migliorare il rapporto con la pubblica amministrazione, ma che apre un problema evidente – quello di chi non ha strumenti o competenze digitali sufficienti. Anche qui il punto è chi resta dentro e chi rischia di restare fuori.
Il Premio Nobel Giorgio Parisi interviene con un netto “no” al ritorno del nucleare in Italia, smontando le argomentazioni a favore di questa energia, mentre Miguel Gotor ci riporta alle radici della nostra democrazia celebrando gli ottant’anni della nascita della Repubblica.
Infine, come sempre, LiberEtà vi accompagna nella vita quotidiana con consigli pratici — come la guida rapida al modello 730 — e momenti di svago tra le pagine verdi e le pagine blu e naturalmente il nostro lunario.






















