Al via stamattina, 26 maggio, l’Assemblea generale di Confindustria. Nella cornice del centro congressi La Nuvola, nel quartiere dell’Eur a Roma, erano presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
Nella relazione di apertura del padrone di casa, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, tanti i temi all’ordine del giorno: dal nodo salari, “troppo bassi – ha detto –, troppi contratti a tempo”, al grido d’allarme sull’industria italiana: “Se non faremo scelte coraggiose, la perderemo”.
Sui salari è Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a rispondere in tempo reale parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa. “Orsini ha detto che i salari sono bassi, ma non come fare ad alzarli. E la presidente del consiglio – intervenuta nel corso della mattinata – non ha parlato del tema. Questo è un problema perché l’aumento dei salari è un tema fondamentale, è un’emergenza. Risolverla significa cancellare le forme di precarietà nel lavoro, restituire il fiscal drag, fare una riforma fiscale degna di questo nome”.
E, soprattutto, “mettere in campo dei veri aumenti salariali, che non sono stati fatti da parte del governo, che continua a parlare di burocrazia, ma poi non investe sugli stipendi di chi lavora e dovrebbe far funzionare meglio la macchina amministrativa. Soprattutto, non vedo ancora una soluzione. Quindi, questo a me sembra un tema fondamentale che oggi non ha trovato soluzione”, ha sottolineato Landini.
Landini ha ricordato che il sindacato non si batte solo contro i licenziamenti, ma “perché siano fatti gli investimenti sul lavoro e la formazione: siamo i primi a sapere che un Paese non ha futuro se non ha una politica industriale, se non ci sono investimenti in questa direzione. Il tema però resta quello che ribadiamo da tempo: cosa c’è al centro? Per noi deve esserci la persona, il lavoro, la giustizia sociale e non il mercato fine a se stesso in termini di profitti”.
Questo è l’elemento di fondo. “Sicuramente oggi nella relazione di Orsini – ha concluso Landini – ci sono punti condivisibili, ma, come si dice in gergo, non è solo indicare i titoli dei temi, ma discutere di quale svolgimento si deve dare per la risoluzione di quei problemi. E su questo versante sia nella relazione di Orsini che nell’intervento di Meloni vedo ancora molte distanze”.





















