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Ha chiesto di pagare conguagli di dieci anni prima, bollette con cifre vanno dai 100 ai 600 euro. Uno dei 25 mila utenti, sostenuto da Federconsumatori, si è rivolto al giudice di pace, che gli ha dato ragione e ha decretato che le richieste sono illegittime.
Adesso si apre un’opportunità per tutte le famiglie che hanno già saldato e che possono a questo punto richiedere il rimborso delle somme, mentre coloro che ancora non l’hanno ancora fatto si possono opporre alle pretese.
Servizio idrico
La vicenda si svolge nell’Alto Mantovano, a Castel Goffredo, l’azienda in questione è la Sicam che gestisce il servizio idrico di 21 comuni, la sentenza pilota è arrivata dopo cinque anni e riguarda un’una tantum recapitata il 31 dicembre 2019, con cui la multiutility chiede il pagamento di somme non riscosse relative a lavori sugli impianti effettuati tra il 2006 e il 2011.
Principi di trasparenza
“Nel caso che abbiamo portato nelle aule di tribunale, il giudice ha ritenuto illegittima la richiesta – spiega Luigi Pace, presidente di Federconsumatori Mantova, che si è fatta carico della vertenza portandola avanti -, richiamando i principi di prescrizione e soprattutto di trasparenza: chiedere i pagamenti oltre dieci anni dopo i consumi rende impossibile all’utente verificare i calcoli. Una vittoria per questo consumatore che con noi ha deciso di opporsi e per tutti quelli a cui è stato chiesto di pagare. Stiamo continuando a inviare richieste dei nostri assistiti, e probabilmente nei prossimi giorni continuerà ad aumentare il numero delle persone che decidono di riavere i soldi o di interrompere le pratiche in corso”.
Centinaia di ricorsi
Il numero degli utenti che si appelleranno a questa decisione è destinato a crescere, avvertono da Federconsumatori, ci sono centinaia di ricorsi per le bollette delle partire pregresse. Nel frattempo la società ha contestato la sentenza, sostenendo che non si tratta di una tariffa retroattiva ma del recupero di costi di gestione che prima non potevano essere richiesti a causa della normativa allora in vigore. Costi che l’Arera, autorità di regolazione del settore, avrebbe dovuto riconoscere ai gestori del servizio idrico.
Inoltre, secondo Sicam c’è una recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione dell’agosto 2025 che ha stabilito la legittimità del recupero delle partite pregresse. È per questo che la società ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di impugnare la decisione davanti al tribunale di Mantova.
Battaglia aperta
“La sentenza ci ha dato ragione su diversi fronti, sulla retroattività dell’atto amministrativo e sulla trasparenza – aggiunge Pace di Federconsumatori -. Dopo dieci anni il cittadino non è nelle condizioni di verificare i consumi né di fare i calcoli, e aver recapitato le bollette a una manciata di giorni dalla scadenza della prescrizione è davvero poco corretto. Non ci dissuaderanno dal fare ricorso per tutte le famiglie che già ora si stanno rivolgendo a noi per avere assistenza”. La battaglia è ancora aperta.






















