L’Inps ha cambiato le regole su un aspetto che può sembrare tecnico, ma ha un effetto concreto per persone e aziende: da quale giorno parte, ufficialmente, la malattia. Abbiamo chiesto a Giuseppe Colletti, Inca Cgil, di spiegare ai microfoni di Collettiva, in concreto, cosa succede da adesso in poi.
Cosa cambia
Finora contava sempre la data scritta sul certificato medico, cioè il giorno della visita, ricorda l’Inca sul proprio sito. Ora non è più automatico: se il medico lo scrive espressamente, il primo giorno riconosciuto può essere anche quello precedente, quello in cui i sintomi sono comparsi ma non sei riuscito a farti visitare. In altri termini, il giorno precedente adesso è riconosciuto anche per le visite ambulatoriali e non solo per quelle a domicilio.
Perché
Il motivo lo spiega la stessa Inps: i medici di base sono sempre meno e sempre più oberati di lavoro, e capita spesso di stare male un giorno e ottenere una visita solo il giorno dopo. Da qui la decisione di adeguare le regole. La novità non vale in automatico su tutti i certificati. Deve verificarsi tutto questo: il medico indica espressamente nel certificato come primo giorno quello precedente rispetto alla visita.
Il giorno precedente non è un sabato, una domenica o un festivo infrasettimanale (in quei giorni la continuità assistenziale è comunque garantita, quindi resta valida la vecchia regola), resta fermo il tetto massimo di giorni indennizzabili previsto dalla legge. Si applica ai certificati redatti dal 4 settembre, quando la circolare Inps è stata pubblicata.
Da quel primo giorno dipendono diversi aspetti concreti: i tre giorni di carenza, quelli che di norma l’Inps non paga; la percentuale di indennizzo; il periodo massimo per cui puoi essere assistito per la stessa malattia; le conseguenze di eventuali assenze alle visite di controllo. Attenzione, avvisa l’Inca Cgil: “Un giorno recuperato all’inizio può quindi cambiare l’importo che ti spetta”.
Un esempio
Ti senti male martedì ma il medico riesce a visitarti solo mercoledì mattina. Se lo scrive nel certificato, la malattia può risultare coperta già da martedì. Hai dubbi? Al patronato Inca Cgil controlleranno la tua situazione e ti seguiranno in tutte le pratiche legate a malattia e tutela previdenziale.






















