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L’8 marzo, non una festa ma una giornata di lotta. Tutti sanno che in questa data ricorre la Giornata internazionale della donna, ma da dove nasce? Perché? E come viene celebrata? Tra miti e leggende ecco dieci curiosità storiche e scientifiche.
La data dell’8 marzo non fu originaria ma costruita nel tempo
La Giornata internazionale della donna non nacque fin dall’inizio l’8 marzo. Le prime celebrazioni, promosse a inizio Novecento dai movimenti socialisti e dalle organizzazioni femminili, si svolgevano in date differenti nei vari paesi. Solo nel 1921, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste tenutasi a Mosca, venne stabilito di unificare la ricorrenza all’8 marzo, in memoria delle manifestazioni delle lavoratrici di Pietrogrado del 1917 che contribuirono all’avvio della Rivoluzione russa.
La prima giornata della donna ufficiale fu celebrata negli Stati Uniti nel 1909
La prima iniziativa organizzata su scala nazionale fu promossa dal Partito socialista americano, che nel febbraio del 1909 dedicò una giornata alle rivendicazioni delle donne lavoratrici e al suffragio femminile. Questa iniziativa si colloca nel contesto delle mobilitazioni operaie e femminili che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, chiedevano migliori condizioni di lavoro, parità salariale e diritti politici.
Il famoso incendio dell’8 marzo 1908 è una costruzione mitica
Una delle narrazioni più diffuse collega l’origine della giornata a un incendio avvenuto l’8 marzo 1908 in una fabbrica tessile di New York, in cui sarebbero morte oltre cento operaie. Le ricerche storiche non hanno trovato alcuna traccia di questo evento. Un incendio industriale realmente documentato, quello della fabbrica Triangle Shirtwaist Company, avvenne invece nel 1911 e provocò la morte di 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate.
Le proteste femminili del 1917 in Russia ebbero un ruolo politico decisivo
L’8 marzo 1917 (23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) migliaia di lavoratrici scesero in piazza a Pietrogrado chiedendo pane, pace e la fine della guerra. Le manifestazioni si diffusero rapidamente, coinvolgendo operai e soldati e portando in pochi giorni all’abdicazione dello zar Nicola II. Per questo motivo il movimento socialista internazionale scelse quella data come simbolo della mobilitazione femminile.
In Italia la prima celebrazione risale al 1922
La prima giornata della donna in Italia venne organizzata nel marzo del 1922 su iniziativa del Partito comunista d’Italia. La ricorrenza ebbe tuttavia vita breve nello spazio pubblico, perché con l’instaurazione del regime fascista le manifestazioni legate ai movimenti operai e femminili furono represse o costrette alla clandestinità.
Durante il fascismo l’8 marzo sopravvisse solo nella clandestinità e nell’esilio
Nel ventennio fascista le celebrazioni pubbliche della giornata furono impossibili. Tuttavia la ricorrenza continuò a essere ricordata da militanti antifasciste e da donne impegnate nella Resistenza o nell’esilio politico. Un episodio particolarmente significativo avvenne nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove alcune deportate politiche organizzarono nel marzo 1945 una conferenza clandestina dedicata alla storia delle lotte femminili.
La mimosa come simbolo dell’8 marzo nasce in Italia nel secondo dopoguerra
Il fiore della mimosa venne adottato come simbolo della giornata nel 1946 dalle organizzazioni femminili italiane. La scelta non fu principalmente simbolica ma pratica: la mimosa fiorisce all’inizio di marzo, cresce spontaneamente in molte zone del paese ed è facilmente reperibile. Proprio per queste caratteristiche divenne un segno popolare e accessibile della ricorrenza.
Nel contesto anglosassone la Giornata internazionale della donna è spesso associata a tre colori simbolici: viola, verde e bianco. Questi colori furono adottati all’inizio del Novecento dalla Women’s Social and Political Union, il movimento delle suffragette britanniche. Il viola rappresentava la dignità, il verde la speranza e il bianco la purezza morale della causa.
Negli anni Cinquanta distribuire mimose poteva portare a un fermo di polizia
Nel clima politico del dopoguerra e della Guerra fredda, alcune manifestazioni dell’8 marzo furono considerate dalle autorità come iniziative politicamente sovversive. Durante gli anni dei governi guidati dal ministro dell’interno Mario Scelba, in diverse città italiane i mazzetti di mimosa distribuiti nelle piazze vennero sequestrati e alcune donne furono fermate o multate per occupazione non autorizzata del suolo pubblico.
La giornata è diventata globale solo negli anni Settanta
Nonostante fosse celebrata da decenni in molti paesi, la dimensione realmente internazionale della ricorrenza si consolidò negli anni Settanta. Nel 1975, proclamato dalle Nazioni Unite “Anno internazionale della donna”, l’Onu iniziò a promuovere ufficialmente la giornata, invitando successivamente gli Stati membri a dedicare una data alla promozione dei diritti femminili e della pace.
In diversi momenti storici l’8 marzo è stato scelto come data simbolica per presentare proposte di legge o iniziative politiche legate ai diritti delle donne. In Italia, ad esempio, negli anni Ottanta una grande mobilitazione accompagnò la consegna al Parlamento di centinaia di migliaia di firme per modificare la legislazione sulla violenza sessuale, allora ancora considerata un reato contro la morale pubblica.
L’8 marzo continua a essere una giornata di mobilitazione politica e sociale
Oggi la ricorrenza viene celebrata in tutto il mondo con modalità diverse: iniziative istituzionali, manifestazioni, scioperi e campagne di sensibilizzazione. In molti contesti contemporanei la giornata è tornata ad assumere una dimensione fortemente politica, legata alla lotta contro la violenza di genere, alla parità salariale, alla rappresentanza nei luoghi decisionali e ai diritti riproduttivi.
Negli ultimi decenni istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Organizzazione internazionale del lavoro utilizzano l’8 marzo per pubblicare rapporti e indicatori sulla condizione femminile. Dati su divario salariale, partecipazione al mercato del lavoro, accesso all’istruzione e rappresentanza politica vengono diffusi proprio in questa occasione, trasformando la ricorrenza anche in un momento di monitoraggio scientifico delle disuguaglianze di genere.






















